CONTATTAMI

Sono iscritto all'Ordine nazionale dei giornalisti dal 2004 (tessera numero 105362). Dal 2008 ricopro l'incarico di vice presidente di Assostampa Basilicata, l'organismo regionale aderente alla Federazione nazionale Stampa italiana (FNSI). Nel novembre 2007 sono stato delegato per la Basilicata al Congresso nazionale della FNSI tenutosi cinque giorni a Castellaneta Marina. Dal 2004 sono iscritto all'USSI (Unione stampa sportiva italiana, con tessera numero 042). Nel marzo 2009 ho partecipato in qualità di delegato per la Basilicata al Congresso nazionale dell'USSI tenutosi tre giorni a Pescara.


CONTATTI:


email: pierantonio.lutrelli@gmail.com


telefono: 392/8343047

indirizzo: Via Rossini, 14 - 75020 - Scanzano Jonico (Matera)


venerdì 1 giugno 2012

POLICORO - Di Brizio: "Il Pd pronto a rialzarsi"


Il segretario cittadino del partito analizza l'esito del voto e guarda avanti. Confronto, utilizzo delle forze nuove e guardia alta sui problemi della città


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO –
Dopo la sconfitta elettorale del centrosinistra alle recenti elezioni amministrative del Comune di Policoro, che hanno visto un esponente del Pd, Gianluca Marrese a capo della coalizione, perdere al ballottaggio contro l’attuale sindaco, Rocco Leone del Pdl, la segretaria cittadina del partito di Bersani e Speranza, Bice Di Brizio, è intervenuta per commentare la sconfitta con la propria interpretazione dei fatti. “A distanza di una settimana dai risultati della competizione elettorale, dopo aver concesso a tutti il tempo di smaltire il sentimento di delusione e dopo aver convocato il direttivo del Pd per una prima analisi del voto – ha esordito la leader cittadina del Pd - trovo giusto in qualità di segretaria del partito dare la mia interpretazione dei fatti. Fin qui è stato detto di tutto in libertà, spesso anche libertà dalla realtà, dai tanti politologi del posto e dintorni. Io intendo il mio ruolo come espressione del gruppo dirigente del Partito Democratico di Policoro, perciò sarebbe stato oltremodo scorretto e autoreferenziale da parte mia rilasciare interviste o dichiarazioni prima ancora di aver avuto modo di incontrare i membri del direttivo cittadino. Voglio prima di tutto ringraziare gli elettori che hanno dato fiducia alle donne e agli uomini del centro-sinistra ed al programma che era nostra intenzione attuare per Policoro. Io mi impegnerò a non disperdere questa grande risorsa di volti nuovi, molti dei quali – ha continuato - hanno manifestato la volontà di impegnarsi più attivamente, perché, come noi, credono che cambiare Policoro si può, anche se con rammarico non è stato possibile dare la svolta in questa tornata elettorale. Le motivazioni sono diverse. All’indomani della fine prematura dell’amministrazione Lopatriello, nel partito si è aperta una fase di discussione , sulla coalizione da mettere in campo e sulla candidatura alla carica di sindaco. Alla fine di questo percorso si sono tenute le primarie per lascare ai cittadini elettori del centrosinistra la possibilità di scegliere democraticamente il candidato sindaco fra i tre esponenti del Pd e tutto il partito ha accettato Gianluca Marrese come espressione unitaria e condivisa. Nella campagna elettorale tutti hanno dato il massimo dell’impegno, Gianluca non si è risparmiato, ma evidentemente non è bastato. Non è bastata la chiarezza e la trasparenza del Pd che non ha nascosto, come qualcosa di cui vergognarsi, l’appartenenza ad un partito (al contrario del Pdl che ha nascosto le sue bandiere di partito ); non è bastata la capacità e la novità di un candidato sindaco che rappresentava la voglia di cambiamento, rispetto all’altro che invece rappresentava il vecchio e la continuità con amministrazioni passate di centrodestra, di cui si sono già evidenziati i primi segni della vecchia politica di inciuci nascosti all’elettorato; non è bastato l’aver messo in campo, accanto a persone con esperienza politica ed amministrativa, tanti volti nuovi, anche se non erano targati “30” o “40”, desiderosi di impegnarsi per il bene di questa città; non è bastato il passo del Pd verso alcuni pezzi della sinistra che pur di non fare eleggere sindaco Marrese, hanno optato, per motivi non certo di nobile politica, per l’appoggio a Leone”. Poi Di Brizio parla dei propositi per il futuro. “Il Pd oggi però, non si dissolve dopo questa sconfitta – ha tenuto a precisare - anzi ne esce con ancora maggiore grinta e vuole portare tutti i simpatizzanti che sono tantissimi ad avvicinarsi e ad impegnarsi attivamente. Il direttivo si arricchirà di tutti coloro che vorranno partecipare alla vita attiva del partito, direttivi aperti a tutti, in cui ognuno avrà la possibilità di esprimere il proprio punto di vista sulle questioni che interessano i cittadini. La nuova segreteria avrà funzione organizzativa dell’ attività politica sul territorio e sarà composta da figure competenti nei diversi ambiti .Si attiveranno aree programma con persone esperte in ciascun campo di azione, per portare nella città un’opposizione concreta e propositiva. Obbligheremo la nuova amministrazione alla trasparenza, non a chiacchiere, ma chiedendo formalmente e con insistenza un sito internet del comune aggiornato in cui reperire ogni atto, ogni bando, ogni incarico. Si attiveranno percorsi virtuosi che stimolino le istituzioni comunali, provinciali e regionali a prendere in considerazione le nostre proposte e progetti che riguardano l’agricoltura, l’ambiente, il commercio, il turismo, la sanità, la scuola, i diritti delle donne, dell’infanzia e degli anziani; percorsi e progetti per i giovani che non hanno lavoro e per chi il lavoro lo ha perso. Il Pd si fa protagonista e responsabile dei problemi che affliggono la nostra città – ha concluso - si rinnova e si riorganizza non solo nella struttura dirigenziale, che è solo un fatto puramente formale e di facciata, ma si mette in discussione e si rinnova nei metodi di approccio al territorio e ai cittadini. Spesso la sconfitta serve a darsi una scrollata dal vecchio e a mettere in campo soluzioni più efficaci ed efficienti”.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 29 maggio 2012

POLICORO - «Leone governa con i voti del Pd»



Intervista a Fabiano Montesano, il candidato consigliere più suffragato. «Siamo stati traditi dai nostri finti sostenitori, Enrico Bianco è in testa»


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO
- È stato il più suffragato in assoluto tra i 268 candidati alla carica di consigliere comunale della città di Policoro a sostegno del candidato sindaco, Gianluca Marrese, uscito sconfitto dal ballottaggio con l'attuale sindaco, Rocco Leone. Il nome è di quelli che pesano non poco nella vita politica cittadina, Fabiano Montesano, 341 preferenze, esponente dell'area moderata del Partito democratico (la ex Margherita), figlio del compianto Cavalier Nicola Montesano, più volte sindaco della città, intervistato da Il Quotidiano, ha commentato l'ultimo epilogo elettorale, ma si è soffermato anche sul futuro.


Consigliere, ancora all'opposizione. Sbaglio, o avevate altri propositi?


«Purtroppo ancora una volta così come quattro anni fa, abbiamo perso le elezioni. Allora Leone fu il più votato tra i consiglieri comunali e divenne vicesindaco. Ora è sindaco. Noi ce l'abbiamo messa tutta, il nostro candidato Marrese ha fatto un lavoro encomiabile, purtroppo, per una manciata di voti presi in meno al ballottaggio abbiamo fallito l'obiettivo della vittoria. Anche se politicamente il Pd, non ha nulla da rimproverarsi. Ho visto un partito unito e coeso a tutti i livelli che dopo le primarie ha spinto su Marrese che le aveva vinte. Senza se e senza ma. È un ragazzo di soli 38 anni, ha capacità politiche e spessore umano e tutto il futuro dalla sua».


Allora cosa è mancato al centrosinistra?


«È mancato il consenso da parte di coloro che a parole e per storia personale si professano di centrosinistra e poi invece hanno votato sottobanco per il centrodestra e per Leone. Alcuni di essi poi sono usciti allo scoperto».


A chi si riferisce, può essere più esplicito?


«Principalmente al neo vice sindaco, Enrico Bianco, con il quale ho amministrato insieme nella giunta di centrosinistra dal 2006 al 2007, guidata dall'allora sindaco Serafino Di Sanza. La sua nomina assessorile è per tutti una sorpresa, ma non per il sottoscritto, che aveva intuito la "manovra" in tempi non sospetti. In pratica il centrodestra a Policoro si è affermato contro di noi e governa la città con i voti del centrosinistra. Policoro non sarà mai una città matura politicamente fino a quando esisteranno e si manifesteranno questi equivoci e paradossi».


Lei ha citato Serafino Di Sanza, altro uomo di centrosinistra, che da voi ha preso le distanze.


«Certo. Mi spiace ammettere che se Policoro, oggi, non ha un consigliere del Pd alla Provincia di Matera, è perchè nel 2009, Serafino Di Sanza, da candidato nella "Lista Stella" raccolse ed intercettò anche voti di esponenti del Pd».


Un po' di autocritica invece?


«Abbiamo tenuto un profilo squisitamente politico, abbiamo volato alto. Non abbiamo fatto accordi con nessuno, anche se nella fase finale della campagna elettorale, Leone ed i suoi ci hanno attaccato per aver stretto accordi con l'ex sindaco ed una parte del gruppo che ha votato per la linea terzopolista di Di Pierri. Non è così. Basti vedere che Marrese dal primo al secondo turno è passato da 3500 voti a 4200. Leone da 3100 a 4700 crescendo di 1600 voti. Questo la dice lunga su chi si è caricato la continuità. Noi eravamo contrapposti ad ogni forma di centrodestra, ma come ho spiegato prima, ci mancano i nostri voti storici della nostra parte politica».


Qual è il futuro adesso?


«Dobbiamo ripartire facendo tesoro degli errori commessi, ma soprattutto prendendo e mettendo a valore le positività emerse in questa campagna elettorale, in cui ho visto molti giovani e molte donne avvicinarsi con idee ed entusiasmo al nostro progetto. Progetto che continua anche tra i banchi dell'opposizione e che verrà rilanciato a partire dalla prossima campagna elettorale per le politiche. Una cosa è certa: onoreremo il consenso ricevuto negli interessi dei cittadini, consapevoli del fatto che il 48 per cento degli elettori di Policoro aveva scelto noi come amministratori. Di questo ne tenga conto anche il sindaco Leone, persona rispettabile a cui auguro buon lavoro».


(da Il Quotidiano della Basilicata)

SPUNTI / LA SATIRA

sabato 26 maggio 2012

L'INTERVISTA - Policoro, Labriola spiega i suoi perché



Sconfitta elettorale e scioglimento di "Partecipazione democratica", l'analisi


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
La sconfitta del centrosinistra alle amministrative a Policoro dopo il ballottaggio, è ancora una ferita aperta. Ne abbiamo parlato con Franco Labriola, rieletto ancora una volta tra i banchi della minoranza nel Pd. Abbiamo raccolto le analisi e le riflessioni di un uomo che si erge nella sinistra interna al partito. Con lui abbiamo discusso anche dello scioglimento, avvenuto ieri, della corrente regionale interna al Pd, animata dal consigliere regionale, Enzo Santochirico, di cui l'esponente politico policorese è da anni il suo braccio destro.


Consigliere Labriola, di nuovo all'opposizione, quali le ragioni della sconfitta?


«Prima di tutto, perdiamo noi, non vince Leone. Un pezzo del centro sinistra non ha condiviso la nostra proposta, risultata agli occhi dei cittadini, troppo autoreferenziale e conservatrice. Mi spiace per quanti hanno creduto in noi, ma non siamo stati capaci di presentare una proposta di governo, nel segno del cambiamento Radicale. Per questo un pezzo del nostro elettorato ha voluto credere nell’entusiasmo del gruppo dei Trenta».


Cosa pensa dei mille voti disgiunti che il vostro candidato sindaco, Gianluca Marrese, ha preso al primo turno?


«Si, quel dato è inequivocabile, dietro c’è la sofferenza di una grossa fetta di elettorato di centro sinistra che soffre le scelte autoreferenziali, frutto di posizionamenti di filiere che fanno a pugni con l’onda lunga di antipolitica. Bisogna riflettere da subito per correre ai ripari. Non siamo stati capaci di interpretare la richiesta di cambiamento nei metodi e nelle idee, per governare una città in movimento».


L'impressione è che la vostra proposta di governo sia passata per essere conservatrice e quella di Leone riformatrice. Concorda?


«Purtroppo i messaggi che sono passati nel corpo vivo della città sono questi. Non conta quello che uno è dal punto di vista culturale e politico. A noi è mancato il coraggio di rompere in modo netto con il passato. Leone è stato capace di rigenerarsi, pur essendo stato parte del fallimento politico-amministrativo, degli ultimi 15 anni di centrodestra. Non mi rassegno all’analisi semplicistica che Policoro è una città di centro destra. I fatti dimostrano che quando il centro sinistra ha rinunciato all’autoreferenzialità ed ha costruito una vera proposta di cambiamento, tenendo dentro, come è giusto che sia, anche l’ala sinistra della coalizione, ha vinto. Rifuggo dal pensiero unico che le elezioni si vincano al centro. Prima dell’apertura della campagna elettorale avevo detto a piu’ riprese che c’era bisogno di radicalismo e penso di non sbagliare se affermo che Leone in questa competizione elettorale è risultato radicale piu’ di noi. Lui non è certo un uomo di centro eppure ha vinto».


Cosa accadrà adesso nel Pd di Policoro?


«Penso che un gruppo dirigente che si rispetti, sappia analizzare profondamente le ragioni della sconfitta e dia un segnale immediato alla città. Per quello che mi riguarda, rassegnerò le dimissioni dalla segreteria cittadina e dal direttivo di sezione. Spero che questo mio gesto sia utile per aprire una nuova stagione e che chi, invece, ha tradito l’appartenenza al Pd, votando e facendo votare Leone, consegni la tessera».


Perché la proposta del centrosinistra è risultata soccombente nelle aree rurali della città?


«Questo dato va analizzato profondamente. Credo che le politiche regionali non sono percepite positivamente. Le nostre proposte sono risultate scontate. Noi siamo la coalizione che governa la Regione e per questo abbiamo il dovere di fare, altrimenti il mondo agricolo sarà sempre più sensibile alla protesta cavalcata ad arte dal centrodestra».


Nella giunta comunale presentata da Leone, ha trovato posto quale vice sindaco l'avvocato Enrico Bianco, già assessore nella giunta di centrosinistra guidata da Serafino Di Sanza. Cosa pensa?



«Enrico Bianco ed il suo gruppo di amici ha scelto di cambiare campo. Oggi è uomo del centrodestra. Almeno questo lo possiamo dire. Anche coloro i quali si nascondono nel civismo, devono essere coerenti e lavorare per quella causa, evitando di fare confusione. Il centrosinistra è altra cosa. Chi pensa di poterci cambiare, governando con il centrodestra non ha capito niente. Spetta a noi lavorare per rinnovare ed a noi costruire la proposta di governo per il futuro, facendo tesoro degli errori del passato. Ci aspetta una stagione calda».


Con la sconfitta alle primarie è sfumata la sua candidatura a sindaco. Ritenterà in futuro?


«Ho ricevuto tanti apprezzamenti nei modi e nella coerenza di fondo, che caratterizza la mia personalità politica. Per questo sono onorato e se oggi continuo a pensare che c’è bisogno di politica è perché la gente lo chiede. I cittadini sono contro la malapolitica, contro la casta ma voglio poter continuare a sperare che un futuro migliore è possibile. Io continuerò ad impegnarmi per questo. Oggi dai banchi dell’opposizione, domani non so. Un amico, giorni fa, mi ha detto, commentando la mia terza elezione a consigliere comunale di opposizione, che ho tempo per superare il record di Mario Arbia, consigliere storico di opposizione al Cavalier Nicola Montesano, a lui ho risposto che continuerò a svolgere il ruolo che i cittadini mi hanno assegnato, con dignità e onestà».


Lei è il coordinatore uscente della componente regionale del Pd, "Partecipazione democratica", è di oggi la notizia che avete deciso di scioglierla. Perché?



«L'ossificazione di componenti interne che perdono lo smalto della caratterizzazione politica e ideale per acquisire connotati di mera e gretta gestione in un ottusa logica di appartenenza, sono il mezzo, utilizzato per consolidare rendite di posizione a danno di un naturale rinnovamento della classe dirigente. Si seleziona la classe dirigente in base al grado di fedeltà che questa garantisce al sistema di filiera e molte volte a danno della qualità e della competenza. Su questo terreno non dobbiamo rinunciare a stare al passo con i movimenti, oggi i grillini, domani altro ancora. Il Pd, prima forza politica del Paese ha il dovere di guardare oltre, per non essere travolti dall’antipolitica. Per questo abbiamo deciso di lanciare l’ennesimo sasso nello stagno, determinati nel credere che è il tempo della politica con la "P" maiuscola».


Molti dicono che questa è una risposta alla sistematica marginalizzazione della vostra componente. È così?


«L’elaborazione politica, che produciamo all’interno del Pd, vuole rispondere alla richiesta incessante di cambiare gli attrezzi classici della politica stessa. Riteniamo che questa nostra iniziativa vada letta per quella che è. Vogliamo aprire una stagione nuova di attivismo politico, affermando la necessità di parlare non solo a noi, ma alle comunità, con i mezzi dell’oggi. Siamo convinti che così potremo incontrare, nel nostro percorso, esperienze che possano condividere con noi una stagione di protagonismo dal basso. Nell’era globale i pensieri viaggiano liberi e molto velocemente, la politica deve essere al passo. Concludo affermando che non ci sentiamo marginalizzati, ma impegnati ad affermare la buona politica».


(da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 25 maggio 2012

Spunti/Enrico Bianco

POLICORO - «Leone, solo un caso»


Dopo il silenzio elettorale torna a parlare Lopatriello. «Ha vinto per una serie di circostanze favorevoli»


di PIERANTONIO LUTRELLI



POLICORO -
Nicola Lopatriello, 54 anni, ex sindaco di Policoro dal 2000 al 2006 e dal 2008 al 2012, dopo la parentesi elettorale che lo ha visto non partecipe, torna a parlare di politica e annuncia al Quotidiano iniziative imminenti finalizzate a costruire un progetto politico di centro iniziato negli ultimi mesi di amministrazione e sospeso nel periodo elettorale.


La campagna elettorale è appena conclusa. Policoro ha un nuovo sindaco, Rocco Leone, che lei conosce bene.

«Certo che lo conosco bene è stato con me candidato più volte e ritengo che la sua elezione, frutto di cause ed episodi favorevoli determinati dal sistema elettorale, dimostra che la gente non ha voluto premiare assolutamente le facce nuove se al ballottaggio sono finite le facce più conosciute. Leone ha avuto comunque la capacità di improvvisare e sperare nella buona sorte e gli andata bene. Gli auguro di fare un buon lavoro per la comunità, non mi sento sconfitto perché non ho partecipato».

Lei non ha partecipato a questa campagna elettorale, perché?

«Perché il progetto prevedeva la costruzione di un forte centro con un solo candidato sindaco e nel momento in cui c'è stata la spaccatura con la doppia candidatura di Di Pierri e Vinci, insieme a tanti amici ho fatto un passo indietro, preferendo stare fuori da questa competizione. Tra l'altro avevo la possibilità di essere io il candidato sindaco, ma ho rinunciato poiché dopo quasi quindici anni, anche un po' stanco del ruolo, era giusto dare spazio ad altri. Purtroppo i risultati non sono stati soddisfacenti. Quando qualcuno sostiene che io abbia avuto anche una minima partecipazione indiretta, dice il falso. Certamente una mia candidatura avrebbe cambiato la storia di questa competizione elettorale».

Sarebbe andato al ballottaggio?


«Si, sicuramente contro Marrese. Basta leggere i dati: senza la spaccatura e con altri candidati al Consiglio i numeri ci avrebbero dato ragione».

Alle ultime elezioni è andato a votare?

«Si ma il voto è segreto».

Chi ha vinto a suo avviso a Policoro, Leone, i giovani, il centrodestra o il Pdl?

«Premetto che fondamentalmente Policoro ha un elettorato di centro che guarda a destra, ma la vittoria è di Leone e non del Pdl come qualcuno "civetta" in giro, tenendo conto che il partito è distrutto a livello nazionale e regionale. I giovani devono essere utilizzati sempre di più in politica, ma i giovani non li aveva soltanto Leone».

Lei con il Pdl non ha mai avuto un rapporto idilliaco, la caduta prematura della sua ultima amministrazione è stata determinata dalla perdita del sostegno di Leone e i suoi consiglieri.

«Un noto tuo collega ha scritto che io ho sempre avuto un pessimo rapporto con i partiti. Con Leone è stata una disputa di postazioni e non politico-amministrativa. Con l'uscita del Pdl dalla maggioranza abbiamo dato vita ad un nuovo progetto politico di centro, che sto riprendendo, ed uno dei più accesi sostenitori di allora era proprio il consigliere Pino Ferrara».

In campagna elettorale i candidati a sindaco hanno cercato di prendere le distanze dalla sua amministrazione, Leone compreso. Che ne pensa?

«Innanzitutto ho provato grande rabbia per non aver potuto rispondere dai palchi che mi sono mancati, ma soprattutto ho voluto attendere la fine delle ostilità per tornare a fare politica e rammentare a certi signori che non siamo certamente alla pari. Soprattutto con chi idrata i colleghi e riscalda le sedie. Io ho già dato e gli altri fino ad ora sono fermi ai proclami e programmi vuoti».

A proposito di programma, ha letto quello di Leone?

«Si, solo oggi. Certamente non mi affascina. Noto che non sono previsti investimenti, ma solo ripristino e riorganizzazione e campagne. Comunque invito i cittadini a leggere quanto presentato dai vincitori e controllare nel tempo che quantomeno quelle poche cose vengano realizzate. A cominciare dal risanamento dell'area dello zuccherificio e dalla realizzazione della piazza centrale al lido».

Che eredità ha lasciato ai suoi successori?

«Conti in ordine, Comune virtuoso. Una serie di lavori pubblici a cominciare dal Contratto di quartiere alla realizzazione dei lavori dell'area artigianale, nonché ho lasciato in programma una serie di opere per la realizzazione di strade, di due parchi, per la sistemazione dei marciapiedi e per la promozione del territorio».

Questo il presente ed il passato. Ed in futuro, cosa farà da grande Nicola Lopatriello?

«Riparto per la costruzione di un centro forte, cattolico, moderato e riformista con cui tutti d'ora in avanti dovranno misurarsi a Policoro. Avremo da subito una sezione, un indirizzo di posta elettronica ed un numero di telefono dedicato ai cittadini cin cui sicuramente riprendo a dialogare tenuto conto del grande affetto che la massa dei policoresi nutre nei miei confronti».

E il suo ingresso nell'Api?

«Potrebbe essere proprio l'Api il partito con il quale andremo a realizzare questo centro forte. Il Primo incontro è già fissato per il prossimo 29 maggio, al fine di programmare gli step da attuare per il raggiungimento degli obiettivi».

Per concludere, una battuta sulla vicenda giudiziaria dei "Led" che la riguarda...

«Ho chiesto e chiedo che sia fatto in tempi rapidi il processo in quanto è l'unico modo per dimostrare la mia totale estraneità ai fatti contestati. Sono sereno e con la coscienza a posto del resto in un Paese in cui c'è la presunzione di innocenza dovranno dimostrare ogni accusa mossa nei miei confronti con prove e fatti concreti».


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 24 maggio 2012

POLICORO - Una Giunta a misura di città



Competenze e professionalità nelle deleghe del sindaco Leone per gli assessori. Enrico Bianco nominato vice sindaco, incarichi anche al consigliere Ferrara


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO
- Come preannunciato in esclusiva dal Quotidiano, il neo sindaco di Policoro, Rocco Leone, ha nominato la giunta nella giornata di ieri mantenendo la promessa che avrebbe sbrigato la pratica in "due giorni" . E così é stato. L'unica se vogliamo sorpresa, ma non per chi era addentro alle dinamiche politiche della coalizione civica di centrodestra, è rappresentata dal ritorno in politica di Enrico Bianco che è stato nominato vicesindaco ed assessore ai Lavori pubblici, Urbanistica e Riqualificazione territoriale. Gli altri quattro componenti della giunta comunale sono: Livia Lauria, pluridelegata, assessore alle Politiche sociali, Famiglia, Istruzione, Pari opportunità, Politiche giovanili, Cultura, Sanitá. Rocco Colucci è assessore alle Attivitá produttive, Sviluppo economico, Patrimonio e Personale. Massimiliano Scarcia è assessore al Bilancio, Tributi e Strategie finanziarie. Massimiliano Padula è assessore al Turismo, Sport, Spettacolo, Comunicazione e Cooperazione territoriale. Il primo cittadino ha inteso conferire anche alcune sub deleghe assegnate a Giovanni Lippo, che in un primo momento veniva dato per assessore e che il sindaco ha comunque voluto impegnarlo con le prestigiose deleghe all’Agricoltura ed all’Ambiente ambiente. Anche Giuseppe Ferrara il più suffragato della coalizione con 327 voti è stato delegato alla Manutenzione. Delega anche per Domenico Bianco che si occuperà di seguire i Comparti edificatori. Alla luce del fatto che quattro consiglieri eletti entrano in giunta, il consiglio comunale di Policoro nella parte che riguarda la maggioranza, sarà dunque composto da Gianluca Modarelli, Domenico Bianco e Veronica Lapadula per il Pdl; Giuseppe Ferrara, Angelo Porsia e Antonio Lauria per “Impegno Comune”; Giovanni Lippo, Daniele Sanasi, Giuseppe Montano e Marco Pinca Gorgoni per “Trenta”. L'unico assessore nominato al di fuori degli eletti è Enrico Bianco, avvocato, 40 anni, figlio dell'ex assessore regionale socialista, Tonino Bianco. Questi ha già ricoperto il ruolo di amministratore comunale dal 2006 al 2007, nella giunta comunale di centrosinistra, guidata dall'allora sindaco, Serafino Di Sanza. Dopo la caduta prematura e traumatica di quella amministrazione, Bianco che faceva l'assessore alle Attività produttive ha vissuto cinque anni da osservatore attento ma defilato dal contesto politico attivo. Il suo ritorno dalla porta principale è stato reso possibile grazie alla indicazione e designazione di tutti gli eletti di "Impegno Comune", Angelo Porsia, Antonio Lauria e Giuseppe Ferrara. Quest'ultimo, volendo, poteva ricoprire lo scranno più alto della giunta dopo il sindaco, ma ha preferito per questioni personali rimanere tra i banchi del Consiglio da "semplice" delegato alla Manutenzione, come detto. Di certo l'assessorato più pesante e impegnativo è quello di Bianco che nel 2006 faceva parte del movimento di Serafino Di Sanza e Mario Colangelo "Nuovi orizzonti per Policoro" in cui era stato eletto consigliere comunale prima di andare in giunta. Dello stesso movimento faceva parte, seppur con un ruolo più marginale anche l'altro neo assessore, Massimiliano Scarcia.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 23 maggio 2012

POLICORO - Tutti gli uomini di Leone







Il primo cittadino parte dalla differenziata e dalla certificazione antimafia. Questa sarà la probabile giunta del neo sindaco: il vice sarà Enrico Bianco. Entra una donna


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
Nemmeno il tempo di riposare dopo la vittoria elettorale di lunedì scorso al ballottaggio contro Gianluca Marrese, che il neo primo cittadino di Policoro, il noto pediatra, Rocco Leone, al suo primo giorno da sindaco, si è tuffato subito nei problemi e nelle questioni. Ma ieri si è discusso anche della composizione della giunta comunale che entro stasera dovrebbe essere ufficializzata. Stando alle indiscrezioni filtrate nonostante il massimo riserbo, questi i probabili nomi dei cinque assessori: Enrico Bianco, vice sindaco per "Impegno Comune", Livia Lauria e Rocco Colucci per il Pdl e Giovanni Lippo e Massimiliano Scarcia per "Trenta". Si è discusso anche della presidenza del Consiglio comunale che dovrebbe andare al giovane Gianluca Modarelli, il più suffragato del Pdl. Naturalmente dopo la votazione che si terrà nella seduta di insediamento dell'assise municipale. La nomina del vicesindaco spettava al consigliere più votato della coalizione di centrodestra, Giuseppe Ferrara, detto Pino, che ha preso 327 voti nella lista "Impegno Comune". Lo stesso Leone lo aveva annunciato sui palchi. Ma Ferrara, che invece preferisce non dimettersi da consigliere per motivi lavorativi (è un militare della Guardia di Finanza), ha indicato nel nome dell'amico, Enrico Bianco (già assessore dal 2006 al 2007, nella sfortunata giunta di centrosinistra guidata da Serafino Di Sanza), il proprio gradimento, condiviso anche da Angelo Porsia, terzo eletto della lista di Ferrara (il secondo è Antonio Lauria) e anche lui molto amico di Bianco. Lista "Trenta" che ha eletto quattro consiglieri Massimiliano Padula e Daniele Sanasi oltre ai due probabili assessori, Lippo e Scarcia, vedrà in tal caso il subentro tra i banchi del Consiglio del quinto e sesto classificato: Giuseppe Montano (92 voti) e Marco Pinca Gorgoni (79 voti al pari di Carlo Stigliano, ma più anziano). Anche nel Pdl se Lauria e Colucci dovessero entrare in giunta al loro posto in Consiglio sederebbero il quarto e il quinto più votato della lista, Domenico Bianco (112 preferenze) e Veronica Lapadula (48). Leone che ai microfoni del Quotidiano non appena ha vinto le elezioni ha promesso la giunta in due giorni. Pertanto già oggi dovrebbe, salvo imprevisti, ripensamenti o correttivi, firmare le deleghe. Tutti giovani e preparati ad eccezione del navigato e sempre valido Rocco Colucci. Ieri mattina Leone ha incontrato insieme agli eletti, i dipendenti municipali per un saluto e per spiegare loro la propria filosofia ed impostazione amministrativa. Subito dopo ha iniziato ad affrontare questioni urgenti quali quella relativa alla raccolta differenziata, tema caldo tanto dibattuto da tutti in campagna elettorale. A pochi minuti dalla proclamazione ufficiale da parte della Commissione elettorale, avvenuta ieri pomeriggio alle ore 15.30, Leone ha voluto dare subito un segnale tangibile per risolvere il tanto contestato problema, affrontando per prima cosa la questione della mancata notifica al Comune di Policoro, del certificato antimafia. E lo fatto inviando una missiva indirizzata alla Prefettura di Bari, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ed al Ministero dell’Interno, evidenziando «l’assoluta urgenza di conoscere l’esito dell’istruttoria relativa al rilascio dell’importante certificato», già richiesto dagli uffici competenti diverse volte. Con la stessa lettera, inviata per conoscenza alla società TraDeCo, ditta pugliese appaltatrice della gestione dei rifiuti solidi urbani, Leone ha comunicato che «ulteriori rinvii del documento porteranno il Comune ad annullare il contratto sottoscritto, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini». «È il primo passo verso la risoluzione di uno dei temi caldi della campagna elettorale – ha detto Leone - e già a partire dai prossimi giorni, saremo in grado di fornire risposte certe alla cittadinanza di Policoro».


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 22 maggio 2012

POLICORO - La vittoria del civismo





Leone è stato molto abile a mascherare la presenza del suo Pdl. La nuova giunta entro due giorni. Subito al lavoro. I voti degli sconfitti sono stati orientati sul "dottore"


di PIERANTONIO LUTRELLI



POLICORO -
Rocco Leone ha vinto anche grazie al fatto che ha condotto la campagna elettorale con una precisa scelta di marketing politico. Dal lessico utilizzato nei comizi sono sparite le parole "Pdl", "Berlusconi" e "Alfano", ad esempio. Come anche la parola "centrodestra" non è stata mai usata o quantomeno abusata. Leone ha improntato tutto sul civismo, infatti due delle sue tre liste "Trenta" e "Impegno Comune", pur infarcite in gran parte di iscritti al Pdl, hanno avuto le sembianze di liste civiche che ben hanno saputo intercettare il voto di chi oggi ha difficoltà a credere e votare i partiti. Così il Pdl si è mimetizzato e confuso tra i ragazzi terribili di Leone. Anche sul palco sono stati loro i co-protagonisti dei comizi. Leone è stato abile a "nascondere" il partito di cui lui stesso è coordinatore cittadino. Ed ha puntato su se stesso «Prima di tutto l'uomo» recitava il suo unico manifesto elettorale e su i «miei ragazzi». Ha saputo fare bene quel che si dice "di necessità virtù". Ha trasformato il fatto di avere poche liste (due in meno di Marrese) in un vantaggio «se vinciamo noi non dovremo litigare per fare la giunta. Noi garantiamo la governabilità». Anche i big del partito sono stati tenuti in disparte, tranne un'eccezione per il senatore Cosimo Latronico che nella fase del primo turno ha fatto un comizio. «É una affermazione netta - ha detto quest'ultimo in una nota congiunta con il coordinatore regionale, Guido Viceconte - Policoro ha scelto il suo sindaco. Rocco Leone e gli amici che lo hanno sostenuto hanno convinto la città ed interpretato le aspettative di governo di questa importante comunità della Basilicata. Siamo soddisfatti - hanno aggiunto i due senatori lucani del Pdl - di aver dato fiducia al progetto interpretato dal Rocco Leone che ha saputo ricostruire una proposta credibile e vincente a conferma che bisogna ripartire dalle realtà e dalle sue aspettative positive. Un messaggio positivo che si aggiunge allo splendido risultato di Grassano e che ci incoraggia a proseguire investendo su personalità credibili, capaci di immedesimarsi e - hanno concluso - di aggregare le forze migliori delle comunità». Questi gli eletti della maggioranza: Gianluca Modarelli, Livia Lauria e Rocco Colucci per il Pdl; Giovanni Lippo, Massimiliano Padula, Massimiliano Scarcia e Daniele Sanasi per la lista "Trenta" e Giuseppe Ferrara, Antonio Lauria e Angelo Porsia per "Impegno Comune". Ferrara con 327 preferenze ha trascinato da protagonista la coalizione insieme a Leone, diventando a tutti gli effetti la seconda individualità per potenza elettorale. È lui il promesso vice sindaco. Lo ha detto Leone in un comizio. Ma pare certo che invece resterà seduto tra gli scranni del consiglio comunale. «Abbiamo perforato - ha detto Ferrara al Quotidiano - un muro di cemento armato quale è il centrosinistra con il suo potere regionale. Noi ci siamo opposti con l'unione della gente». Tra i banchi della minoranza ci saranno cinque consiglieri eletti nella coalizione di centrosinistra: Gianluca Marrese, Fabiano Montesano, Franco Labriola per il Pd; Nuccio Vetere per "Policoro democratica", Rocco Carrera per Italia dei Valori e Gianni Di Pierri per "Policoro futura". Resta fuori dal Consiglio comunale l'avvocato Filippo Vinci che avrebbe invece ottenuto uno scranno in caso di vittoria di Marrese. Da una lettura del dato elettorale appare quasi certo che la gran parte del consenso che al primo turno è stato attribuito ai candidati sindaco Di Pierri, Vinci, Frammartino e Dimatteo è andato a Leone che balza da 3100 voti a più di 4700. Marrese che di voti ne aveva presi poco più di 3500 ha preso soltanto 700 voti in più fermandosi a poco più di 4200.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Leone domina su Marrese








Il medico pediatra del Pdl ha sbaragliato l'armata del centrosinistra regionale


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO - Rocco Leone, 59 anni, pediatra di fama regionale, è il nuovo sindaco della città di Policoro. É lui il vincitore del ballottaggio a cui sono stati chiamati ad esprimersi i cittadini con il voto di ieri e l'altro ieri. Coordinatore cittadino del Pdl, il neo primo cittadino si è affermato contro Gianluca Marrese del Pd che era sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Questi i risultati: 4712 voti pari al 52,39 per cento a Leone, contro i 4282 voti pari al 47,61 per cento ottenuti da Marrese. Una vittoria con 430 voti di scarto. Per Marrese, a cui non resta altro ce fare l'opposizione, è una sconfitta bruciante. non c'è dubbio. Aveva lavorato da molto tempo per cercare di ottenere la vittoria. La sua individuazione quale capolista era scaturita dalla vittoria delle primarie lo scorso 18 marzo contro Fabiano Montesano e Franco Labriola che lo affiancheranno tra i banchi della minoranza. Leone, è il grande vincitore. La sua è stata una campagna elettorale perfetta. Anzi di più. La sua candidatura nasce tredici mesi fa, quando è uscito dalla giunta Lopatriello dopo aver fatto tre anni il vicesindaco di cui tre mesi da sindaco facente funzione. Già da allora Leone ha iniziato la sua corsa per divenire sindaco. L'interruzione anticipata della legislatura gli ha offerto la possibilità con un anno di anticipo e lui insieme al partito ed a tanti giovani e volti nuovi della politica l'ha saputa cogliere e sfruttare a pieno. Lui è uno che non ama stare fermo per cui lo spoglio di ieri l'ha seguito in compagnia degli amici in giro per i quattro plessi scolastici in cui si è votato. Da subito è partito in avanti e l'aria che si respirava era completamente a suo favore. Marrese invece al suo comitato non si è visto, avendo preferito attendere lo spoglio a casa in compagnia dell'amico Roberto Speranza che alle 15 in punto lo aveva raggiunto. Non ci è voluto molto per capire che era sconfitta certa. Prima il distacco era di cento voti, poi è aumentato a trecento, poi quasi a cinquecento. Nel comitato elettorale del centrosinistra i musi lunghi erano visibili in quantità industriale. L'aria era pesantissima. Il tabellone elettronico su cui venivano proiettati i dati che man mano giungevano dalle 14 sezioni segnavano e rimarcavano un divario ormai incolmabile. Ad un certo punto tutti si iniziavano ad interrogare sulle ragioni di una sconfitta a cui non avevano mai pensato fino al giorno prima. Leone invece era raggiante, tanta, tantissima gente lo fermava per strada per dargli gli auguri. Con lui incontriamo il sindaco di Tursi, l'avvocato Nuccio Labriola. Intanto i clacson iniziano a suonare. É festa. Marrese intanto si fa vivo al suo comitato per salutare e ringraziare i suo tanti sostenitori. Una sola battuta «Onore a Leone, vorrà dire che noi faremo gli interessi dei cittadini lavorando dai banchi della minoranza e facendo opposizione». Ma si vede che è amareggiato e che cerca di darsi forza. Leone invece si concede volentieri ai nostri microfoni. «L'anno scorso me ne andai dalla giunta Lopatriello il quale fu poco galante nei miei confronti, ma non fui cacciato chiedevo solo un cambio di passo che non vedevo. Voglio ora far crescere questa comunità. La politica è un pizzico di egoismo con tanto altruismo. Voglio dare un contributo di crescita insieme ai miei amici. Voglio diventare insieme ai miei ragazzi il punto di riferimento di una politica diversa in questa regione in cui a politica la si fa accora con il voto di scambio». A quando la giunta? Chiediamo. «In due giorni» ha risposto il sindaco. E poi ancora, perché hanno scelto lei e non Marrese? «Forse perché sono più credibile».


(da Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 19 maggio 2012

POLICORO - Operazione Vacanze in corso a Marinagri



Per l’anteprima del film Enzo Salvi e il produttore Iervolino nel resort di Vitale. La commedia di Fragasso nelle sale dal prossimo 23 maggio nel cast Jerry Calà, Valeria Marini, Massimo Ceccherini e tanti altri


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
La location è da favola, si tratta del Grand Hotel Marinagri di Policoro, in cui ieri pomeriggio il produttore del film "Operazione vacanze" (girato interamente in Basilicata nell'Hotel Portogreco di Scanzano e nel complesso turistico-portuale Marinagri), il produttore cinematografico Andrea Iervolino, ha tenuto un incontro con la stampa per annunciare in anteprima, con alcuni dei protagonisti del cast, Enzo Salvi, Valentina Riccio, Cosetta Turco e Tony Aglianò, l’uscita del film "Operazione Vacanze" prevista nelle sale italiane il prossimo 23 maggio. Il film, finito di girare nello scorso mese di ottobre, sarà proiettato in prima lucana al Cine teatro "Andrisani" di Montescaglioso. Iervolino che ha soltanto 24 anni ha prodotto venti pellicole che la sua società provvede anche a distribuire nelle sale cinematografiche italiane. «Un doveroso grazie - ha esordito quest'ultimo - va a Marinagri per la gentile ospitalità concessa. Quando giravamo il film dissi che avevo deciso di investire su questo territorio anche se non ho ricevuto alcun contributo, nè dalla Provincia di Matera e nè dalla Regione Basilicata. Mi hanno invitato di recente, non ricordo chi, a parlare della Film Commission. Io ritorno volentieri se mi aiuteranno. Questa location è bellissima, e poi una struttura come questa fa la differenza». Il film è costato diversi milioni di euro ed esce in 250 sale italiane in un periodo di pre estate studiato appositamente secondo strategie di marketing. L'attore Enzo Salvi, simpaticissimo, fa ridere anche quando fa il serio. «Lavorare in "Operazione vacanze" - ha detto - è stata una vacanza nella vacanza. Qui in Basilicata ci siamo trovati benissimo, basti ricordare la manifestazione in piazza a Scanzano un sabato sera, c'era tutto il paese». Poi è intervenuto in qualità di padrone di casa, l'ingegner Marco Vitale proprietario di Marinagri. «Questo - ha detto - è stato il primo film girato a Marinagri. Speriamo che ce ne siano molti altri. Il cinema è un mezzo incredibile di comunicazione. Con questa presentazione - ha concluso - colgo l'occasione per dire che il nostro resort è stato insignito della "Bandiera blu d'Europa" per porti turistici e tra l'altro si tratta dell'unico porto situato nel mar Jonio. Marinagri infatti rispetta pienamente tutti i parametri di salvaguardia ambientale». Poi ancora il produttore che nel rispondere ad alcune domande dei giornalisti ha precisato il ruolo promozionale della sua produzione in favore del territorio. «Nel film - ha aggiunto - si cita Marinagri, la Basilicata e Scanzano. È un biglietto da visita per tutta la regione. L'idea di girare qui è nata un po' per caso. Abbiamo fatto una ricerca». Avete visto Basilicata coast to coast? Chiediamo «Certo». E poi un'altra precisazione: «La differenza con i cine panettoni tradizionali è che in questo film c'è dell'action che è stato aggiunto alla commedia classica». Nello “sgangherato” villaggio in cui si dipana la vicenda, il regista Fragasso ha arruolato: Jerry Calà, Valeria Marini, Francesco Pannofino, Enzo Salvi, Maurizio Mattioli, Manuela Morabito, Massimo Ceccherini, Rocco Ciarmoli, Emanuela Rossi, Umberto Smaila, Benedetta Valanzano, Cosetta Turco, Rudy Smaila, Lallo Circosta, Del Piano, Dana Ferrara, Antonio Fiorillo, Perla Pendenza, Ami Veevers Chorlton. Di cosa parla la commedia? E’ presto detto. E’ la storia di Bebo (Jerry Calà), simpatico cantante di un piano bar in una località di mare della Basilicata, che viene ingiustamente accusato da Monica (Benedetta Vallanzano), figlia del boss Fefè Lucanica (Francesco Pannofino), di essere responsabile della sua gravidanza, anche se in realtà è rimasta incinta di un cameriere. Bebo è costetto a darsi alla macchia, ma il provvidenziale incontro con Lello Spada (Rocco Ciarmoli), un amico di vecchia data che sta per prendere il ruolo di capo villaggio in un lussuoso resort della costa jonica, lo salva da fine certa. Lello infatti ha un incidente e così Bebo coglie al volo l'occasione per sostituirsi all'amico e far perdere le proprie tracce. Ovviamente però non sa da che parte cominciare e il personale del villaggio, un nucleo familiare bengalese che si occupa della cucina e un manipolo di camerieri e cameriere, è quanto di peggio possa esserci su piazza. Ma il vero problema è Spino (Massimo Ceccherini), l'animatore toscano strafottente che ha solo voglia di sfangare l'estate spassandosela e che contagia tutto il resto del personale. Gli eventi precipitano quando Spino, seccato perchè Bebo vuole impedirgli di provarci con tutte le turiste, decide di ammutinarsi contro di lui insieme al resto del personale. Insomma, la classica commedia ricca di equivoci, amori, tradimenti, colpi di scena e risate, in cui sarà possibile ammirare le bellezze naturali e strutturali di Marinagri, una delle location scelte da Claudio Fragasso che ha utilizzato per le riprese alcune aree della struttura ideata e voluta da Enzo Vitale.


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Gli ultimi fuochi elettorali





VERSO IL BALLOTTAGGIO

Ieri sera Marrese e Leone hanno chiuso con i pienoni


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
Da quando a Policoro le elezioni amministrative si tengono con il sistema proporzionale a doppio turno, questa è la terza volta che si vota. Ma al ballottaggio per la scelta dei due “finalisti”, in questo caso Gianluca Marrese del centrosinistra e Rocco Leone del centrodestra, meglio posizionatisi al primo turno (erano sei in tutto gli aspiranti sindaco), a cui i cittadini sono chiamati domani
e dopodomani per esprimere “l'ultimo voto”, non si era mai fatto ricorso. Infatti sia nel 2006 che nel 2008, sia Serafino Di Sanza che Nicola Lopatriello si erano affermati alla prima tornata, senza che vi fosse stata necessità di ricorrere ai “tempi” supplementari. Così questi ultimi quindici giorni sono stati una fatica a
cui non solo non erano abituati ne esponenti politici e ne partiti, ma neanche i cittadini. La città ha vissuto quattro mesi o forse cinque (dalla caduta prematura della giunta Lopatriello del gennaio scorso) del tutto intensi e per alcuni versi surreali. Molto lavoro per i tipografi, ristoranti, bar e tutti coloro che hanno gravitato intorno la macchina elettorale. La campagna elettorale ha attraversato le festività pasquali ed il prologo ha fatto slittare i festeggiamenti patronali della “Madonna del Ponte” che dovevano tenersi in questo fine settimana, ma a causa del ballottaggio sono slittati di una settimana. La fede e la devozione per la festa di settimana prossima vedranno alla processione il nuovo sindaco con tanto di fascia tricolore alla prima uscita ufficiale. Ma chi sarà? Se lo chiedono anche i tanti cittadini sfiniti da annunci di comizi, richieste di consenso, telefonate, pacche sulle spalle ecc. Marrese e Leone hanno scelto i due fine settimana delle due previste dalla legge per tenere i rispettivi comizi elettorali. Quindici giorni lunghi, lunghissimi, interminabili in cui hanno dovuto praticamente “rifare” la campagna elettorale daccapo. Si, daccapo. C’è infatti da riconquistare i voti ottenuti e non bastevoli del primo turno (poiché meno della metà più uno per evitare il ballottaggio) e da conquistare i consensi che al primo turno gli elettori hanno attribuito ai candidati che non hanno raggiunto il ballottaggio. Tanto porta a porta eminore uso dei media da parte dei due protagonisti principali che hanno diviso la città in due. Il giovane Marrese? O il più esperto Leone? Un dubbio amletico. Chi ha deciso ha deciso e basta. Per la platea degli incerti, forse, i comizi di fuoco di ieri sera a cui hanno potuto assistere numerosissimi cittadini, hanno potuto aiutare nella scelta. Il primo che ha guadagnato il palco iieri sera poco dopo le 21 è stato il candidato del centrosinistra Gianluca Marrese che ha esordito: «Siamo grati e orgogliosi dell’attenzione che i vertici regionali hanno per Policoro». «Scegliete voi se volete andare avanti o tornare indietro» ha detto rivolgendosi alla folla scesa in piazza. Per poi proseguire: «Perchè se vince Leone sei undicesimi sono già stato consiglieri con Lopariello». «Leone si pone alternativo a se stesso?». Ha chiesto Marrese che ha quindi aggiunto: «Non abbiamo interessi da tutelare e sulla raccolta differenziata c’è da mettere a posto tutto. Basta canteri aperti è arrivato il momento delle regole certe». Ha chiuso quindi ringraziando tutti i segretari regionali dei partiti di centrosinistra che lo hanno sostenuto e «in particolare Roberto Speranza del Partito democratico». Una breve pausa ed è stata quindi la volta del candidato del centrodestra Rocco Leone. Il candidato sostenuto dal centrodestra e dal Pdl in particolare ha parlato alla piazza sapendo di avere l’ultima parola. Per questo il suo è stato un discorso (iniziato dopo le 22) calibrato nei confronti di Marrese con diverse stoccate sia politiche che personali. Ha esordito Leone: «Questa non è la sfida tra destra e sinistra ma è la sida tra chi vuole conservare e chi vuole cambiare pagina e dare una svolta generazionale». Nel rispondere a Marrese, che lo ha attaccato dicendogli che e policorese da poco tempo perchè proviene da Montescaglioso, Leone ha detto: «Proprio tu che prendi ordine da uno di Montescaglioso mi attacchi per la mia provenienza?». Poi il silenzio. E domani si vota.


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 18 maggio 2012

POLICORO - Marrese: «Il nuovo sono io»


E’ Marrese l’uomo su cui punta il gotha del Pd. Dalle primarie alla corsa per il municipio


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO
- GIANLUCA Marrese, 37 anni, impiegato presso l'Azienda sanitaria di Matera, è il candidato sindaco del centrosinistra al ballottaggio di domenica prossima. Dopo la vittoria alle primarie del Pd, è sostenuto dalle liste di Pd, Idv, Udc, "Policoro democratica" e "Alternativa è futuro". Detentore di grande consenso personale è l'unico materano a far parte della segreteria regionale del Partito democratico.

Mancano tre giorni al voto, sembra una campagna elettorale infinita...

«Lo è soprattutto per me che sono stato scelto attraverso la partecipazione democratica delle primarie con il voto di circa 3000 policoresi. La città è oggi dinanzi ad una scelta decisiva per il proprio futuro. Questa è la bellezza della democrazia».

Qual è il suo giudizio sui risultati del primo turno?

«C'e stata una grande frammentazione. Io sono stato il candidato più votato. Di questo ringrazio tutti i cittadini. Non dimentico però che 4 policoresi su 10 hanno scelto candidati diversi sia da me che da Leone. Ho voluto incontrare gli altri candidati a sindaco per rispetto a tutte le persone che li hanno scelti. Nessun inciucio. Ma resto convinto che una realtà importante come la nostra non si governa con arroganza contro qualcosa o qualcuno».


Che ne pensa del suo sfidante al ballottaggio?

«Io ho sempre rispetto per tutti. Lui però ha svolto negli ultimi anni funzioni importanti come vicesindaco e sindaco facente funzioni. Oggi non può presentarsi ai cittadini dicendo di essere il nuovo. È una presa in giro. Leone é stato in prima linea nel governo della nostra città e deve spiegare cosa ha fatto fino ad ora per Policoro. Dovrebbe soprattutto avere la dignità di scusarsi per quello che non ha fatto».

Ha ansie particolari in questo periodo? Immagino lo stress...chi le sta vicino come vive questi giorni?

«Ho la fortuna di una famiglia bellissima e di tantissimi amici che mi vogliono bene. Incontro poi ogni giorno persone che mi spingono a continuare a lavorare per la mia comunità. Non parlerei di stress ma dell'emozione di scrivere una nuova pagina per la città che amo ed in cui credo tanto».

Se vincerà cosa intende fare nei primi cento giorni?

«Investire su un sistema di raccolta differenziata efficiente. Policoro non può non arrivare pronta alla stagione turistica che è ormai alle porte. Poi, più in generale, ridare il senso ai cittadini di Policoro che il Comune è di tutti. Non di pochi che lo utilizzano per i propri interessi personali».

Ci dica un aneddoto che riguarda la sua vita politica, qualcosa che non è mai emerso.

«Il mio primo comizio in piazza a Policoro lo feci con Speranza e D'Alema, era l'anno 2003 e sul palco c'era anche l'allora governatore, Filippo Bubbico. Dopo nove anni sono tornato sullo stesso palco insieme all'amico Roberto Speranza con ruoli diversi».

E sulla sua vita privata?

«Più che un aneddoto una bella notizia. Tra poco sarò di nuovo papà. E penso che non ci sia emozione più bella».


Perché i cittadini dovrebbero votare lei e non Leone?

«Perché io, con la bellissima squadra che mi sostiene, posso realmente aprire una nuova stagione a Policoro. Negli ultimi anni, a differenza di Leone, non ho avuto responsabilità di governo. Sono figlio di questa comunità. Qui sono cresciuto e ho scelto di vivere e lavorare. Oggi penso che sia necessario voltare pagina. Sprigionare nuove energie. Mettere al centro la città, i suoi problemi, le sue potenzialità. Basta odi, rancori e risse che hanno caratterizzato gli anni precedenti. Votare per noi significa scrivere una nuova storia per Policoro. Una storia in cui nessuno si senta escluso».

Quanto c'è di politico in un voto amministrativo?

«I Policoresi devono scegliere prima di tutto la persona e la squadra che ritengono più idonei per governare la città. Detto questo mi fa ridere come Leone, che é il segretario cittadino del Pdl, il partito di Berlusconi e che viene da un passato nel Msi, si presenti come l'uomo contro i partiti e la politica. Si tratta di un'altra inaccettabile presa in giro. Io credo nel Pd, quale grande erede delle culture politiche che hanno fatto l'Italia, da quella cattolica democratica a quelle progressiste. Nulla da nascondere. Tutto alla luce del sole».

Un suo pregio e un suo difetto.

«Sono una persona per bene che non ha interessi da nascondere o da tutelare. Sono così come la gente mi vede. Senza doppi fondi o infingimenti. Se sono convinto di una idea la difendo con grande forza. A volte testardamente. Non so se sia un pregio o un difetto».

Il suo piatto preferito?

«Amo il pesce ed in modo particolare le spigole da me personalmente pescate a mare e cucinate a casa».

È una persona felice?

«Si. Guardo alla vita con grande entusiasmo. E questo mi spinge ad investire un pezzo della mia esistenza nel servizio alla comunità. Per me è la politica in fondo è proprio questo».


(da Il Quotidiano della Basilicata)

POLICORO - Leone: «Cambio con i giovani»


Leone punta tutto sul ricambio generazionale. In corsa dall’uscita dall’esecutivo di Lopatriello. «Ho preso più voti delle mie liste. La scelta popolare è stata chiara»


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
ROCCO Leone 59 anni, medico pediatra è il candidato sindaco del centrodestra al ballottaggio di domenica prossima. Detentore di un grande consenso personale è alla sua prima candidatura a sindaco. Coordinatore cittadino del Pdl, è sostenuto da tre liste: "Trenta", Pdl e "Impegno Comune".

Allora, mancano tre giorni al voto, questa sembra una campagna elettorale infinita...


«Infinita perché la campagna elettorale è iniziata dal momento in cui sono uscito dall'amministrazione Lopatriello nell'aprile 2011. C'era la voglia di costruire un progetto nuovo,originale per Policoro che andasse al di là delle logiche legate ai partiti e che guardasse di più ai bisogni della città».


Qual è il suo giudizio sui risultati del primo turno?

«Il risultato del primo turno ha sancito un dato importante: che Marrese non è gradito come candidato sindaco perché ha preso mille voti in meno delle liste a lui collegate. Per quanto riguarda me, è accaduto l'inverso, visto che ho preso mille voti in più delle mie liste. Ci è stato consegnato un dato elettorale inequivocabile».

Che ne pensa del suo sfidante al ballottaggio?


«Non ho visto e sentito importanti proposte sul futuro della città da parte sua. Si è solo lanciato in offese personali nei miei riguardi e pertanto certamente non è un galantuomo».

Ha ansie particolari in questo periodo? Immagino lo stress...chi le sta vicino come vive questi giorni?

«Non sono stressato perché è mia abitudine lavorare anche 24 ore al giorno. Se lei immagina che in periodi di epidemie, passo la notte a rispondere a tante chiamate notturne. Ciononostante di giorno alle 7.45 pur non dovendo timbrare alcun cartellino sono sotto il mio ambulatorio a bere un buon caffè e leggere i giornali prima di iniziare a lavorare alle ore 8».

Se vincerà cosa intende fare nei primi cento giorni?

«Ci sono tante tante criticità tra queste vi è la necessità urgente di migliorare il servizio di raccolta rifiuti, fare manutenzione al verde pubblico e preparare la zona lido alla stagione estiva ormai alle porte».

Ci dica un aneddoto che riguarda la sua vita politica, qualcosa che non è mai emerso.

«Le tante cose che ho fatto in silenzio senza volerne ricevere ad ogni costo un utile politico. Ho cercato di far sentire meno soli i ragazzi delle case- famiglia, e l'ho fatto in tempi non sospetti».

E sulla sua vita privata?


«Quando mi trasferii dall'università di Torino a quella di Bari, l'esame di Fisica me l'ero tenuto per ultimo, non sapendo che invece li era un esame propedeutico. Dopo aver fatto tutti gli esami fui chiamato dal rettorato e mi dissero che dovevo rifarli perché erano nulli. Ho sostenuto pertanto subito l'esame di Fisica e poi rifatto gli altri. Mi laureai comunque in cinque anni e una sessione con 107 su 110».

Perché i cittadini dovrebbero votare lei e non Marrese?

«Basta guardare la scheda elettorale. Li c'è tutto quello che serve per poter esprimere un voto in serenità. Si nota subito chi dà maggiori certezze di governabilità e sempre guardando la scheda si nota che c'è una lista chiamata "Trenta" che rappresenta di fatto il ricambio generazionale di questa città. Voglio precisare che questi giovani professionisti scelti dall'elettorato sono persone già affermate nel proprio settore e dignitosamente occupate».

Quanto c'è di politico in un voto amministrativo?

«Il voto amministrativo è quello in cui l'appeal ideologico è più sfumato perché il cittadino sceglie la persona che ritiene più affidabile al di là della casacca politica».

Un suo pregio e un suo difetto.


«La passione, il rispetto per gli altri, la capacità d'ascolto e il grande cuore. Tra i difetti il fatto di essere troppo diretto da apparire burbero e scontroso. Ma chi mi conosce sa che così non è».
Il suo piatto preferito?

«Le polpette di pane e formaggio che mi prepara mia madre».


È una persona felice?

«La felicità non è un plateaux, ovvero non è una linea orizzontale, ma è fatta di momenti in cui l'anima riesce a uscire dal corpo e si fa una passeggiata fra le nuvole».

(da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 17 maggio 2012

POLICORO - Nigro sceglie Marrese


Il leader di Api scarica Di Pierri e sceglie il centrosinistra


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO
- Soltanto martedì scorso il candidato sindaco dell'area di centro ("Policoro futura", Api, Fli e "Policoro viva") Gianni Di Pierri, arrivato terzo alle elezioni amministrative (primo turno) del 6 e 7 maggio scorso dopo Rocco Leone e Gianluca Marrese, nel voler chiarire la propria posizione in vista del ballottaggio di domenica e lunedì prossimo aveva parlato di «unanime decisione di non dare alcuna indicazione di voto, decisione maturata dopo le consultazioni con tutti i gruppi della nostra coalizione». Ed invece è accaduto che ieri mattina il coordinatore regionale di Alleanza per l'Italia, Carmine Nigro, in esclusiva al Quotidiano, ha dichiarato, ben motivando la scelta dal punto di vista politico, di «voler sostenere Marrese ed il centrosinistra». Ma di quale unanimità sull'equidistanza parlava Di Pierri? Molta confusione regna sotto il cielo di quel che resta del centro politico policorese. Il gruppo che ha sostenuto Di Pierri non esiste più sotto l'aspetto della coesione. la coda ha fatto scelte diverse dalla testa. Tanto per rendere l'idea. Sta di fatto, dunque, che ogni velleità di Terzo polo è quantomeno finita in soffitta. Le parole di Carmine Nigro sono inequivocabili. «Abbiamo tentato un'interlocuzione con Di Pierri, ma si è sottratto - ha esordito il leader lucano di Api - avendo dato noi il sangue a lui e non lui a noi. La sua visibilità politica fino a ieri non esisteva a Policoro, al contrario della nostra, noi quindi lo abbiamo reso protagonista della vita pubblica. Pur essendo amareggiato continuiamo la nostra battaglia politica e perciò stiamo cercando di aggregare tutte quelle personalità che vogliono legarsi ad un discorso di partito con Api e poi al centrosinistra. Ad incominciare dallo stesso ex sindaco Nicola Lopatriello che al primo turno è stato in ombra ed anche con l'amico Cosimo Ierone animatore di "Policoro viva", lista facente parte anch'essa della nostra coalizione. Che noi eravamo nel centrosinistra in Basilicata - ha spiegato Nigro - lo sapevano tutti prima ancora che iniziasse la campagna elettorale e che fossero naturali anche gli sbocchi successivi era immaginabile. Pertanto nel sostenere Marrese al ballottaggio diamo conseguenza alla nostra azione politica. La nostra coerenza ci ha fatto pagare un costo al primo turno pur di far prevalere una visione moderata e centrista rispetto ad una alleanza con il Pd che molto probabilmente ci avrebbe premiati consentendoci di ottenere qualche seggio in Consiglio comunale. I vantaggi si vedranno in futuro. Stiamo facendo un lavoro di qualità e pertanto i risultati si vedranno. Queste mie dichiarazioni - ha concluso - hanno il senso di fare chiarezza rispetto ad alcuni altri che sotterraneamente fanno il contrario di quello che dicono». Con chi ce l'aveva Nigro? Chi fa il contrario di quel che dice? Una fetta dell'elettorato che al primo turno ha votato Di Pierri, circa 2000 voti prende quindi la strada del centrosinistra. Il gruppo non riesce a rimanere compatto e coeso sfaldandosi alla prima scelta da compiere. Certo è che le parole di Nigro, sottendono amarezza e delusione politica nei confronti del loro condottiero al primo turno. Il doppio turno, indubbiamente ha anche la funzione di unire quel che il primo turno divide. Ma l'Api e "Policoro viva" pagano il prezzo di non avere rappresentanti in Consiglio per il solo fatto di aver creduto e inseguito il sogno centrista. Centro che ha governato negli ultimi mesi a Policoro, ma che come le urne hanno dimostrato era minoranza tra la gente. Nigro autorevolmente ancora una volta reagisce e cerca di rialzarsi con la coerenza politica, con il coraggio delle proprie azioni, con lucidità e responsabilità.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 16 maggio 2012

POLICORO - È porta a porta finale


Risultato in bilico e si scatenano gli eventuali eletti


di PIERANTONIO LUTRELLI


POLICORO -
In vista del ballottaggio di domenica prossima i candidati alla carica di sindaco, Rocco Leone e Gianluca Marrese, sono al lavoro per cercare in ogni modo di portare a casa la vittoria. In attesa dei comizi finali i sostenitori dei due schieramenti sono alle prese con il porta a porta e con i caseggiati nei rioni e quartieri della città. Venerdì prossimo i comizi. Policoro è divisa in due. Leone e Marrese. Gianluca e Rocco. Sono attesi "fuochi di artificio" da entrambe le parti. Alla fine non ci sono apparentamenti sia da una parte che da un'altra. Anche se, logicamente, l'elettorato dei candidati sindaco esclusi dal ballottaggio, Filippo Vinci, Giuseppe Dimatteo, Ottavio Frammartino e Gianni Di Pierri, fa logicamente gola a tutti. Ma come si comporteranno questi ultimi? Vinci e Dimatteo non hanno fatto dichiarazioni ufficiali. Diversa la posizione di Frammartino (che da subito ha tenuto a chiarire il proprio non voto) e di Di Pierri che ieri ha tenuto a precisare la propria equidistanza tra i due aspiranti alla carica di primo cittadino. Una curiosità. In caso di parità assoluta tra loro vincerà il più anziano e quindi Leone che ha 59 anni contro i 37 (38 a giugno) di Marrese. Ricordiamo che Leone al primo turno era sostenuto da tre liste: Pdl, "Trenta" e "Impegno Comune". Invece Marrese da cinque liste: Pd, Idv, Udc, "Alternativa è futuro" e "Policoro democratica". Al primo turno Leone ha preso più voti delle sue liste, circa 500 voti in più e Marrese 1000 voti in meno. Ma la differenza di consensi tra le liste di Leone e quelle di Marrese è stata di circa 2000 voti. Ora gli elettori che al primo turno hanno optato per altre scelte potrebbero essere determinati. O meglio dovrebbero. Marrese che di voti come candidato sindaco ne ha presi circa 3500, parte con un vantaggio di 397 preferenze rispetto a Leone. Ma al ballottaggio si sa, si scatena una "chimica" particolare. Ossia si scatena un meccanismo particolare, per molti versi anche incalcolabile. Una grossa mano a Marrese e Leone la danno in particolar modo coloro i quali aspirano a diventare consiglieri. Ad esempio Leone ha un grosso supporto da Pino Ferrara, secondo eletto della città con 327 preferenze, il più suffragato di "Impegno Comune", annunciato nel comizio di sabato scorso dal suo stesso candidato sindaco, «futuro vicesindaco» della città. Ma se Leone vincerà il ballottaggio. Altrimenti non sarà eletto nemmeno consigliere comunale, perché la sua lista tra le tre della coalizione è arrivata ultima dopo "Trenta" e Pdl. Ma anche Livia Lauria e Rocco Colucci saranno consiglieri solo in caso della vittoria di Leone a differenza di Gianluca Modarelli, il più suffragato che in Consiglio comunale ci andrà in ogni caso. Tra i "Trenta" entranti in caso di vittoria, ci sono il numero due Massimiliano Padula ed il numero tre, Massimiliano Scarcia ed il numero quattro, Giuseppe Sanasi, tra i più suffragati. Nel centrosinistra invece forti motivazioni le ha Francesco Fortunato, numero tre in ordine di elezione del Pd, con 200 preferenze e Bice Di Brizio, numero quattro, nonché segretaria del partito. Ma anche Maria Teresa Prestera, la seconda più suffragata di Italia dei Valori, sarà eletta in Consiglio comunale solo in caso di affermazione di Marrese. Stesso discorso vale per Salvatore Silvestri di "Policoro democratica" secondo nella lista dopo l'eletto a prescindere Carmine Vetere. L'Udc con il suo primo eletto Antonio Mastrosimone, non avrà seggi in caso di sconfitta di Marrese. Per cui le motivazioni dei singoli sono determinanti. Più difficile trovare invece le medesime motivazioni tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra che di voti ne hanno presi pochi.


(da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 15 maggio 2012

POLICORO - È duello senza "sconti"



Marrese e Leone in "volata" se ne dicono di tutti i colori


di PIERANTO LUTRELLI


POLICORO -
Ballottaggio Marrese - Leone, siamo al rush finale. Ormai restano soltanto pochi giorni e finalmente si conoscerà il nome del sindaco della città di Policoro ed il clima si fa incandescente. Botte da orbi tra i due contendenti, sono annunciate nei comizi di chiusura di venerdì prossimo. Ieri il sorteggio: parlerà per primo Marrese dalle 21 alle 22. Subito dopo toccherà a Leone che avrà dunque la tanto contesa "ultima parola" prima del silenzio di riflessione pre elettorale. La tornata ultima di domenica e lunedì prossimo, 20 e 21 maggio, è il terzo appuntamento elettorale a cui i cittadini sono stati chiamati, dopo le Primarie del centrosinistra del 18 marzo scorso e il primo turno delle Amministrative del 6 e 7 maggio. Marrese ed i suoi sostenitori sono quindi alla terza prova del voto, avendo consumato al proprio interno un passaggio democratico che ha stabilito chi dovesse guidare la coalizione. Tornando alle "botte" verbali annunciate, queste saranno conseguenza inevitabile viste le premesse registratesi durante lo scontro finale del primo round nella fase comiziale dello scorso week-end. Sabato sera alle 20,30 ha parlato il candidato sindaco del centrodestra, Rocco Leone, insieme ad alcuni suoi candidati. Ventiquattro ore dopo è stata la volta di Gianluca Marrese, candidato del centrosinistra. Comizi che hanno avuto un seguito anche sul web grazie alla trasmissione in diretta streaming di Jonica Tv. La web tv al sito www.jonica.tv, conserva le registrazioni in "archivio dirette". Così chi per vari motivi si è perso uno o entrambi i comizi, o ha semplicemente voluto rivedere un passaggio (o rivedersi) ha potuto consultare il web. Ieri sera il comizio di Marrese aveva avuto 466 visite e quello di Leone 385. La campagna elettorale di quest'anno è stata anche molto mediatica, tra carta stampata, web, radio e web-tv e televisione, i candidati hanno avuto ogni mezzo per comunicare programmi elettorali oltre che per mandarsele a dire. Leone ha si è proposto con «i miei ragazzi» quale artefice del cambiamento e del ricambio generazionale, annunciando che in caso di vittoria il suo vice sindaco sarà Pino Ferrara, "mister preferenza" con 327 voti. Anche se questi pare voglia fare il consigliere comunale "di peso" come nella precedente legislatura. Leone si è soffermato sul tema della governabilità, avendo un solo partito al seguito, il Pdl, declinato in tre versioni differenti nelle sfumature, ma con un unico cervello. Ad infiammare la piazza, Livia Lauria, avvocato penalista ex consigliera comunale ricandidata e vogliosa di ricoprire il ruolo: «Ci hanno chiamati ragazzini inesperti, meglio una squadra di ragazzini che di ladri». La frase, vista come una frecciata, è stata inevitabilmente ripresa dagli avversari la sera successiva. Anche il giovane Giuseppe Montano, ha picchiato giù duro prendendosela con gli alleati di Marrese, ed in particolare con i dirigenti di "Policoro democratica" che non cita, pur facendosi intendere benissimo in una sorta di intervento appassionato e veemente. Marrese, il cui intervento è stato preceduto dagli altri big del Pd cittadino, candidati e rieletti consiglieri comunali a prescindere, Fabiano Montesano e Franco Labriola, ha puntato dritto contro il suo avversario accusandolo di «fallimento politico e incapacità amministrativa manifestati durante gli ultimi quattordici anni, in cui nelle amministrazioni di centrodestra guidate dall'ex sindaco, Nicola Lopatriello, è stato, assessore, vice sindaco e per tre mesi anche sindaco facente funzione». Quanto alla parola ladri Marrese stizzito: «Rimandiamo al mittente». Poi le frasi ad effetto «Non sei il verginello della politica che vorresti far credere. Hai tante colpe». Ed infine alludendo alla professione di Leone: «Qui si elegge il sindaco di Policoro non il primario di pediatria». Clima a dir poco pesante che non risparmierà ulteriori colpi di scena nella serata clou di fine campagna elettorale venerdì 18 maggio in cui i due contendenti alla carica di sindaco se le daranno di santa ragione.


(da Il Quotidiano della Basilicata)