Il blog di Pierantonio Lutrelli

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domenica 12 luglio 2009

POLICORO - Biblioteca chiusa senza alternative



La cultura si ferma causa lavori. Marrese (Pd): "Si doveva trovare un altro sito"



POLICORO – “L’amministrazione comunale di Policoro ha “sospeso” la cultura nel nostro Comune”. A dichiararlo è il capogruppo consiliare del Partito Democratico, Gianluca Marrese, riferendosi alla chiusura, causa lavori di ristrutturazione, della Biblioteca comunale. Nei giorni scorsi, anche la responsabile municipale del servizio, Angela D’Elia, aveva scritto una missiva al primo cittadino, Nicola Lopatriello, lamentando la questione. Ma sentiamo Marrese. “Se alla guida della città ci fosse il centrosinistra – ha detto al Quotidiano - non sarebbe sicuramente mai rientrato nei nostri programmi, invece, il depotenziamento o addirittura la chiusura della biblioteca comunale fino a data da destinarsi. Infatti, l’amministrazione comunale con delibera del 25 giugno scorso ha sospeso tutti i servizi relativi al funzionamento della biblioteca comunale per la esecuzione dei lavori di ristrutturazione e adeguamento della stessa sede. Già la scorsa amministrazione (guidata da Serafino Di Sanza, ndr) aveva individuato, al conseguimento del finanziamento regionale, nei locali della ex scuola elementare di via Dante il luogo idoneo per la prosecuzione del servizio fino alla conclusione dei lavori di riqualificazione di piazza Heraclea. Giriamo al sindaco e all’assessore al ramo, vice sindaco Rocco Leone – ha continuato Marrese - l’ interrogativo che noi e tutti i cittadini ci poniamo esterrefatti: come non si è riusciti a provvedere in tempo utile ad una soluzione logistica che non privasse la comunità di un servizio essenziale, come quello della Biblioteca Comunale, che solo nel 2008 ha registrato più di 14.000 presenza ed oltre 3.000 prestiti di libri, nonostante si fosse da tempo a conoscenza dell’inizio dei lavori? La giunta – ha stigmatizzato l’esponente dell’opposizione - ha colpevolmente ignorato la soluzione prospettata dalla responsabile del servizio, la dottoressa D’Elia, alla quale va riconosciuto assoluto merito per l’impegno profuso e i risultati conseguiti nella eccellente gestione. Rappresenta un dato preoccupante per il futuro della nostra comunità, la scarsa, se non totale, indifferenza dimostrata da questa amministrazione per le scelte fatte in ordine ad un servizio di importanza imprescindibile per ogni città. L’interrogativo nasce spontaneo: si può “sospendere” la cultura a vantaggio di altri e quali interessi? Si può sacrificare, con tanta superficialità, il patrimonio culturale e di conoscenze di una comunità, per favorire associazioni, che pur svolgendo attività importanti potevano allocarsi altrove? Questa vicenda – ha concluso Marrese - aggrava il nostro giudizio nei confronti dall’assessorato del dottor Leone, che oggi chiude la Biblioteca e domani privatizzerà l’asilo comunale, con il concreto rischio di svantaggiare le famiglie meno abbienti, nonostante le sue rassicurazioni a non alzare le rette. Il nostro partito non va in vacanza e non perde di vista anche in questo momento i temi e le questioni che investono la persona, come la cultura e l’assistenza sociale, che sono alla base del nostro impegno politico”.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 11 luglio 2009

PISTICCI - Riattivate le linee ai lidi pisticcesi





Disagi gravi per l'attività dei villaggi ad una settimana dal furto di cavi Telecom. C'è anche la linea internet non veloce. Interrogazione parlamentare sul caso


PISTICCI – Soltanto l’altro ieri è stata ripristinata la rete telefonica nel territorio di Marina di Pisticci dopo che nella notte tra venerdì 3 e sabato 4 luglio ignoti malfattori avevano tranciato ed asportato un cavo Telecom di circa 1.500 metri situato nella frazione “Borgo Casinello”, in agro di Pisticci, direzione mare, lasciando isolati alcuni complessi turistici, tra cui “Tiblu” e “Marina degli Argonauti”, nonché tutta la zona residenziale situata tra “Lido San Basilio” e “Lido 48”. “Dopo nostra segnalazione guasto al numero preposto di Telecom Italia “191” in data sabato 4 luglio alle ore 9 – ha detto al Quotidiano Aldo Tucci un dipendente Tiblu – abbiamo riavuto la fornitura della telefonia fissa. Anche la rete internet funziona, ma è una “lumaca” infatti manca ancora il segnale Hdsl, ossia internet veloce, che è quello che ci serve per poter effettuare le operazioni di pagamento con carte di credito o bancomat attraverso il pos. Purtroppo – ha concluso - abbiamo avuto forti disagi lascio immaginare tutta la mancata assistenza per i clienti in arrivo durante il week-end nonchè il mancato guadagno per eventuali richieste di prenotazione che in un modo o nell'altro non siamo riusciti a ricevere ne via internet, né via fax e né via telefono”. Intanto la vicenda è diventata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare ad opera dell’onorevole Giovanni Burtone del Partito Democratico siciliano, ispirato dal pisticcese Salvatore Russillo. Si tratta di una interrogazione a risposta in Commissione rivolta al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ed al ministro per il Turismo, Michela Brambilla. Il parlamentare del Pd chiede di sapere dai due esponenti di spicco del governo Berlusconi se “siano a conoscenza delle cause dell’incidente all’origine dei disservizi e quali iniziative intendano adottare, nell’ambito delle proprie competenze, per sostenere gli operatori in relazione ai danni soprattutto di immagine che possono derivare in una fase delicatissima della stagione turistica. Notevoli sono i disagi – ha continuato Burtone – per l’utenza e per gli operatori turistici costretti ad affrontare nel pieno della stagione turistica un black out che rischia – ha concluso - di pregiudicare l’immagine di uno dei poli turistici d’eccellenza della Basilicata e del Mezzogiorno d’Italia”. Sul caso era intervenuto tempestivamente anche il sindaco di Pisticci, Michele Leone, il quale aveva chiamato anch’egli la Telecom oltre ad aver avvisato i carabinieri dell’accaduto. Il gesto criminoso, così come è accaduto, dovrebbe essere riconducibile ad un furto di cavo ai fini dell’estrazione del rame, metallo che gode di un buon mercato nero ricettivo, almeno stando ai diversi furti della stessa tipologia con l rame quale comune denominatore. Ora non resta che attendere che i due ministri rispondano al quesito.

Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 10 luglio 2009

Sexygate - A Matera la villa dei "festini"


Panorama rivela di incontri locali tra la escort D'Addario e politici pugliesi del Pd. Serate a base di champagne e belle ragazze alle porte della città dei Sassi


MATERA – Appalti, politici, donne, festini, champagne e la D’Addario. Dov’è la notizia? L’elemento di novità? Ma se i politici pugliesi avevano voglia di starsene tranquilli e fuori anche se a un’ora di strada da casa, ecco la soluzione: Matera.
“Esiste una villa disabitata alle porte della città dei Sassi dove Patrizia D’Addario è stata vista”. A rivelarlo è il settimanale Panorama. Un professionista barese avrebbe addirittura raccontato di “una villa tirata a lucido aperta solo per le feste”. Perché “il padrone non vuole mischiare la famiglia agli affari”. La D’Addario, l’escort più famosa al mondo nella città dei Sassi quindi ci sarebbe stata, o meglio sarebbe stata vista – secondo quanto racconta il settimanale - per partecipare a feste con imprenditori che “hanno tirato su imperi sul pubblico: sanità, infrastrutture, costruzioni soprattutto. “Incontri consumatisi in una villa protetta da allarmi e – dice Panorama – dall’omertà che lega certa politica agli appalti. Una casa dove i saloni e le camere si spalancano a festa tra balli e fiumi di champagne, cinque sei volte l’anno”. Un sexygate all’italiana dove questa volta sarebbero protagonisti “gioiosi politici pugliesi targati Pd ed un tripudio di bellezze locali, ragazze sfrontate nei loro modi spicci e diretti. Escort. Ad iniziare dalla D’Addario, la donna più corteggiata dalla stampa internazionale”. Panorama racconta di feste di questo tipo definendo Patrizia D’Addario una “donna bipartisan”. Bari-Matera è poca strada. Specialmente se si viaggia in lussuose fuoriserie. Ora sono in molti che vorrebbero capire quale villa alle porte di Matera fosse interessata. E poi, se in un luogo dove i pugliesi volevano fruire dei benefici della extraterritorialità, oltre al padrone di casa ci fossero altri ospiti materani. Questo non è dato sapere. La D’Addario con i suoi amici nella città dei Sassi, al di là della notizia apparsa sulla testata nazionale, desta poco stupore e scarso interesse mediatico. D’altronde viene da pensare “che sarà mai?”. Organizzare una festa in casa propria non è reato. E’ reato semmai correlare all’evento gioioso qualcosa di illegale. E non ci sono gli elementi per poter dire una cosa del genere. A meno che non si voglia considerare un reato consumare champagne a fiumi in tempi di crisi.



Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

PALCOSCENICO - Quando "La storia siamo noi"





A Rotondella primo festival di teatro di ricerca


ROTONDELLA – Rotondella palcoscenico del teatro di ricerca. Con Working Class Zero (i giovani precari del 2009), lo spettacolo a cura della Compagnia degli Equilibristi, (Regia di Roberta Mandelli, con Alessandro Fantinato e Laura Formenti), inizierà questa sera alle ore 21 a Rotondella il Primo Festival Teatrale di Ricerca “La Storia siamo Noi”. Direttore Artistico dell’evento proposto insieme alla compagnia teatrale “Kor” distribuito in più serate, è Rocco Ricciardulli la cui famiglia ha origini rotondellesi. La kermesse continuerà domenica 12 luglio con lo spettacolo “L’uomo non deve morire” scritto e diretto da Michele Ciardulli con Fabio Paroni. Il 13 luglio è di scena “Il Bell’Indifferente” di J. Cocteau a cura della compagnia “Open Space”, un dramma comico sull’esistenzialismo con la Regia di Cosmo Di Mille e con gli attori R. Alicandro, M. E. Baldari, D. Gabriele e G. Iannotta. Mercoledì 15 Luglio alle ore 21 va in scena “Serata finale”, spettacolo del laboratorio ragazzi “Insieme a Teatro”. Alle 21,30 ci sarà lo spettacolo conclusivo (fuori concorso): “Animelle! 1 euro al chilo” a cura della compagnia “Kor”, scritto e diretto da Rocco Ricciardulli, con Man Lò Zhang, Giada Barbieri, Natalia Lyubcenko e Rocco Ricciardulli. “La compagnia teatrale “Kor” – ha spiegato Ricciardulli al Quotidiano - è nata dall’incontro tra attori provenienti da esperienze teatrali molto diverse, trovando in questo, un motivo di arricchimento e stimolo professionale. L’approccio che rivolge al teatro è in costante evoluzione e ricerca in quanto specchio del nostro tempo e della nostra umanità. Per questo – ha concluso - i progetti che si impegna a portare avanti sono frutto di un interesse non solo artistico ma anche umano. Accanto ad una ricerca di contenuti ne propone una stilistica che consiste nella sperimentazione di linguaggi originali che nascono dall’attività di attori- autori dei membri della compagnia”. “La Storia siamo noi” rappresenta il primo atto di quello che potrebbe diventare, nei prossimi anni, un appuntamento prestigioso nell’intero panorama culturale lucano. Il valore del Festival, oltre a quello artistico, tocca profondamente il discorso di valorizzazione del territorio della Basilicata. Valorizzazione storica e culturale espressa attraverso gli spettacoli selezionati con cura da professionisti e critici di esperienza internazionale. La kermesse durerà 14 giorni per poi arrivare alla serata finale dove verranno premiate due compagnie. Ci sarà un premio per il miglior spettacolo e la miglior drammaturgia. La compagnia vincitrice sarà ospitata e inclusa nell’edizione del Festival del prossimo anno e farà parte delle due compagnie, fuori concorso, invitate a cachet. La selezione delle quattro compagnie che parteciperanno al Concorso del Festival è iniziata dallo scorso febbraio. La selezione è avvenuta attraverso video, ma sopratutto attraverso operatori della Compagnia “Kor” che hanno visionato personalmente gli spettacoli da selezionare. Sarà una sorta di viaggio attraverso le tematiche che saranno proposte negli spettacoli con temi dalla grande valenza sociale.

ANIMELLE! 1 EURO AL CHILO
" DAVVERO OGGI TUTTO E' IN VENDITA ? "


Migliaia di ragazze spariscono ogni anno rapite dalla criminalità organizzata. Viaggiano nelle stive di navi da carico, nascoste negli autobus, vendute nei locali gestiti dai signori della droga, battute all'asta nei bassifondi delle metropoli di mezzo mondo.

Lo spettacolo
Nell'inferno della tratta di carne umana

"ANIMELLE! 1 EURO AL CHILO" è l'immagine cruda di questo mondo, è il canto disperato di queste fragili anime che si muovono in bilico tra il sogno e la morte. Linn, Nicol e Kjuscha insieme a Marco saranno i protagonisti di questa storia. Marco è il mercante, colui che schiavizza e vende la sua “merce”. Linn e Nicol (ex ballerina) sono le ultime, le ennesime ragazze rapite dalla criminalità organizzata e piegate alla volontà di Marco. E poi i clienti, la domanda, ovvero le migliaia di persone che alimentano e diventano la prima ragione di esistere dell’offerta. In un luogo indefinito: un televisore ultrapiatto, due materassi, un frigorifero, un fornellino funzionante. E poi manichini che somigliano sempre più a corpi messi in vendita come pezzi di carne sul bancone di una macelleria.

Ricciardulli, una vita in scena


Rocco Ricciardulli è un attore con esperienza ventennale. Ha debuttato con una produzione Rai Tre in “Teatro in casa” e “Prima notte” di Pirandello. Lavora come attore in diverse produzioni, tra le più rappresentative “Coppia aperta quasi spalancata” di D. Fo e Franca Rame; “La rosa tatuata” di T. Williams (teatro Greco, Mi); “Sbarlusc!” Premio speciale Scenario 2001; “Mobbing” che circuita da due anni nei teatri italiani (Circuito Teatri Possibili: Trento, Verona, Firenze, Lugano, Roma, Teatro Cargo di Genova, Teatro Blu di Milano e altri); “Atti sovversivi” di A.Camus (teatro CRT Salone di Milano). E’ autore e regista di “Ammerika!”, “Camera in affitto” e “Trilogia della Vendetta (Teatro Out Off stagione 2007-2008), “Animelle! 1 euro al chilo” (debutto Festa del Teatro di Milano).


Rocco e Giada

Rocco Ricciardulli lo scorso inverno a Nova Siri con Giada Barbieri, 23 anni, attrice milanese premiata quest’anno come migliore attrice negli spot italiani “Compass”. E’ protagonista nella fiction su Fox tv con Elio e le storie tese. Di lei si sa che sarà la protagonista del lungometraggio del film che si girerà in Lucania scritto e diretto da Ricciardulli dal titolo “Ciccio paradiso” sugli eventi del lontano 1956 sulle lotte contadine.

Man Lo Zhang

Man Lo Zhang è sicuramente uno dei personaggi rivelazione del Grande Fratello 2006. E’ cinese, è nata infatti a Choncqing nel 1980, esattamente il 21 maggio (è toro o gemelli, dipende se si considera l'oroscopo italiano o cinese). Da qualche tempo si è trasferita a Roma, spinta dalla grande passione per l'Italia, e ha imparato la lingua molto velocemente e molto bene, considerando la difficoltà della sua provenienza ovviamente usandola in modo molto originale. Sarà protagonista del film di Gabriele Salvatore “Happy family”.

Animelle

Animelle aprirà la stagione teatrale ufficiale milanese al teatro Out-off a partire dal 15 al 20 di settembre. Poi lo spettacolo si trasferirà a Castrocaro per poi terminare a Perugia il 29 settembre. Animelle ha debuttato lo scorso anno a Policoro in prima nazionale. Lo scorso maggio lo spettacolo è stato presentato a New York e Toronto. “E’ uno spettacolo il nostro – ama dire Ricciardulli – che mira dritto al cuore senza fronzoli”.

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 9 luglio 2009

IRSINA - «E' stato un suicidio politico»


Parla l'ex sindaco Amenta, defenestrato dopo le dimissioni di nove consiglieri. «Serve un provvedimento sanzionatorio e di censura verso i dimissionari»


IRSINA – E’ caduto a pochi giorni dalle elezioni provinciali sotto il “fuoco amico” di una parte della stessa maggioranza di centrosinistra che lo aveva sostenuto per quattro anni alla guida dell’Amministrazione comunale di Irsina. Parliamo di Domenico Amenta, 64 anni esponente del Partito democratico che vive all’interno una fase di profonda e quasi insanabile divisione. Tra le accuse rivoltegli quella di aver candidato una sua cugina, Anna Amenta, alle elezioni provinciali e di aver amministrato in piena solitudine. L’ex primo cittadino ha parlato con il Quotidiano dei fatti recenti e dei propositi futuri.


Che idea si è fatto sull’esito delle provinciali?



«È un risultato andato oltre le aspettative di coloro i quali hanno causato la caduta prematura dell’Amminisrazione. Loro accreditavano questa candidatura di circa 200 voti. Il risultato di 600 voti è di grande soddisfazione ed è in media con quello del Pd in provincia di Matera».


E’ una piccola rivincita?



«La soddisfazione di aver visto nella giusta direzione. L’elettorato ha saputo cogliere l’elemento di novità proposto dal partito».


Lei è stato defenestrato dalle dimissioni contestuali di nove consiglieri comunali di cui cinque del Pd, alla luce del risultato elettorale, è inevitabile una resa dei conti. Cosa succederà adesso secondo lei?



«E’ evidente che si andrà ad un chiarimento con le diverse anime del partito. Si andrà a valutare l’atto che si giudica da solo. E’ stato un suicidio politico. Non c’è stata alcuna maledetta azione che possa giustificare un’iniziativa così violenta, tra l’altro in un momento delicato dal punto di vista politico».


Come replica alle accuse di gestione poco collegiale?



«Ho avuto a disposizione assessori che per motivi di lavoro erano spesso assenti dal Comune. Nonostante io abiti a matera con la mia famiglia, non sono mai mancato un giorno dal Comune. Ora ci aspettiamo, così come l’elettorato che ci sia un momento di riflessione e di valutazione sull’accaduto da parte degli organi competenti e disciplinari del partito che sono stati opportunamente interessati. Aspettiamo una presa di posizione anche della segretaria provinciale. Non vogliamo mandare alla fucilazione nessuno, però urge chiarire quanto successo. Non è accettabile che si sia agito come se avessi commesso il reato più grave di questo mondo. L’attesa è di un provvedimento sanzionatorio e di censura verso i dimissionari».


Invece il toto assessori alla Provincia potrebbe premiare qualche suo concittadino che non è la candidata Anna Amenta.


«Io dico che rimmarrei sorpreso da una cosa di questo genere. C’è gente che nelle campagne elettorali ci ha messo la faccia e quindi ogni scelta dovrebbe andare nin una direzione corente. Una norma nata garantire separatezza tra il controllore ed il controllato, ossia la divisione netta tra giunta e Consiglio, alla Provincia, molte volte viene utilzzata per esigenze diverse che non hanno niente a che vedere con i presupposti che giustificano quella norma. In pratica per i famosi equilibri tra correnti e filiere».


Il prossimo anno si ritorna alle urne. Cosa farà, si ricandida?



«Mancano circa dieci mesi per la competizione elettorale. Di cose ne possono succedere tante. Io sarò al servizio del partito. Se lo riterrà opportuno mi ricandiderò. Saremo purtroppo costretti a trascorrere questi mesi a chiarirci ed a contarci. Così come a rimediare agli errori commessi rischiando di favorire lo schieramento opposto che potrebbe beneficiare di meriti non suoi».


Al di là di ciò che è successo, si sente amato dai cittadini?


«Tanta gente mi ha manifestato solidarietà. La condanna unanime verso questa azione ha oscurato ogni dubbio sul mio gradimento o meno».


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 8 luglio 2009

L'INTERVISTA - "Trasparenza e meno costi di produzione"


Le proposte del presidente Politi per ridare vigore al mono agricolo


SCANZANO JONICO – Duecento milioni di euro. Tanti secondo il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, sono i finanziamenti che necessiterebbero per ridare vigore mondo agricolo.

Qual è la situazione dell’agricoltura del Sud Italia alla luce della nuova riforma della Pac?

“L’agricoltura meridionale nell’ultimo anno soprattutto, aveva dato ulteriormente già i segnali di grave difficoltà. Abbiamo complessivamente escluso il 2009 dal bilancio. Nel 2008 invece abbiamo avuto una capacità di produzione normale. Questo significa che gli agricoltori hanno continuato a crederci e ad impegnarsi nel settore. Però non c’è reddito sostanzialmente”.

Il problema principale degli agricoltori è dunque la mancanza della certezza del reddito, mi par di capire.

“Si infatti noi parliamo di prezzi riconosciuti all’origine e di prezzi al consumo. Ormai è una denuncia che portiamo avanti da ottobre del 2004”.

Come uscirne?

“Innanzitutto con una politica di trasparenza verso i consumatori, indicando loro in maniera chiara qual è il prezzo all’origine e qual è il prezzo finale. Però ci rendiamo conto che questo non è sufficiente, è solo l’abc è solo trasparenza. Ci vuole una classe politica che sostanzialmente ci creda che punti soprattutto in questa fase di crisi finanziaria ad abbassare i costi di produzione, dai concimi, ai fertilizzanti, al costo del danaro, alla disponibilità di credito da parte delle banche. Perché in pratica oggi è maledettamente più difficile avere queste anticipazioni. Poi ci vuole una Pubblica amministrazione che funzioni. Mi riferisco ai bandi per ciò che riguarda il Psr, che forse possono essere gli ultimi, bisogna vedere che decisioni verranno prese a livello europeo. Quindi la verità è questa, ci sta un’insufficienza al di là degli impegni pubblici presi. Un’insufficienza per ciò che riguarda le politiche di sostegno all’agricoltura. Il crederci nel settore primario. Si promette molto facilmente. Faccio un esempio: noi abbiamo assistito alla “telenovela” in questi mesi sul Fondo di solidarietà nazionale e le assicurazioni agevolate. Vediamo quello che poi sta succedendo per ciò che riguarda le calamità. In pratica ci vuole un fabbisogno di 200milioni di euro, quello che già avevamo nel 2008. quindi nulla di nuovo. Ci sono stati impegni solenni assunti dal Presidente del Consiglio e dal ministro dell’Agricoltura e altre forze politiche del Parlamento, ma ad oggi sostanzialmente non c’è nulla, eppure stiamo parlando di 200milioni di euro rispetto ai miliardi di euro che sparano sugli altri settori”.


Il ministro dell’Agricoltura, Luca Zaia, della Lega Nord. Dopo la vicenda delle quote latte, nei confronti del Sud lo ritenete imparziale?

“Il ministro dell’Agricoltura è un ministro parziale. Se ci fosse la misura, è pure normale che un uomo politico privilegi la sua zona di origine. La verità di Zaia è che tiene solo alla zona di origine, non gli frega nulla di altro. Dalle piccole formalità: in molti casi se lo si vuole incontrare bisogna andare nel suo paese (Godega di Sant'Urbano, provincia di Treviso, ndr) per parlargli. Questo è assurdo”.



Pierantonio Lutrelli


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

AGRICOLTURA - Verso il "patto" di fine legislatura



La Cia lucana propone l'idea di un'intesa tra Istituzioni e organizzazioni professionali. Viti rilancia: "Sarà finalizzato a rimettere il settore al centro dell'agenda politica"



SCANZANO JONICO - Un’intesa istituzionale tra organizzazioni professionali agricole e Giunta regionale per un programma “patto” di fine legislatura con l’individuazione di alcune priorità del mondo agricolo. E’ la proposta lanciata ieri mattina a Scanzano Jonico nel corso del consiglio regionale della Cia (Confederazione italiana agricoltori) al quale ha preso parte il presidente nazionale Giuseppe Politi, l’assessore regionale all’Agricoltura Vincenzo Viti ed il presidente della Provincia di Matera Franco Stella. Presenti anche il sindaco di Scanzano, Salvatore Iacobellis, il vice sindaco di Montalbano Jonico, Enzo De Vincenzis, l’assessore all’Agricoltura del Comune di Policoro, Saverio Carbone ed il consigliere provinciale di Matera, Serafino Di Sanza.
“Senza agricoltura non si va da nessuna parte – ha detto il presidente regionale Donato Di Stefano nella sua relazione - per noi è indispensabile una rapida approvazione della legge di riordino e razionalizzazione degli Enti e delle strutture operanti in campo agricolo, a partire dalla riorganizzazione degli uffici e dei servizi del Dipartimento Agricoltura sino ai Consorzi di Bonifica, Enti strumentali e di ricerca, Apa.
Il leader regionale inoltre ha sollecitato “l’utilizzo dei fondi Fas, delle risorse dei P.O. Val D’agri e Senisese, e degli altri fondi Ue, per costruire apposite sponde finanziare “Interfondo” allo scopo di intervenire e dare risposte sul versante della infrastrutturazioni nelle aree rurali; degli “investimenti in campo agro-energetico e per la costituzione del distretto agro-energetico regionale; per costruire un “Piano regionale per la ricerca e l’innovazione tecnologica in campo agricolo-alimentare”; un programma per la ricettività, l’ospitalità ed il turismo rurale”.
Lucido, puntuale ed attento l’intervento dell’assessore regionale Vincenzo Viti:
“Condivido la proposta della Cia di dare vita ad un patto di fine legislatura. L’intesa ovviamente dovrà essere concordata anche con le altre organizzazioni professionali agricole e sarà finalizzata a rimettere al centro della politica regionale il settore primario”.
Poi “il bubbone” Arbea: “O sopravvive perché avrà recuperato funzionalità, o sarò costretto a chiuderla”. E giù gli applausi di approvazione della sala gremita.
Infine il presidente Franco Stella: “Il settore agricolo – ha detto - deve essere al centro delle scelte a livello regionale. La Provincia come soggetto istituzionale, sarà al vostro fianco, urgono misure per favorire l’accesso al credito, il supporto negli investimenti ed il sostegno per le calamità subìte”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 7 luglio 2009

PISTICCI - Blackout Telecom a Marina di Pisticci



A Borgo Casinello tranciato ed asportato un cavo di circa 1500 metri. Isolati alcuni complessi turistici e tutta la zona residenziale tra Lido San Basilio e Lido 48


PISTICCI – Immaginate di stare in vacanza in un lussuosissimo complesso turistico a due passi dal mare. Immaginate però di trovarvi sprovvisti dei moderni mezzi di pagamento quali la carta di credito ed il bancomat a causa di un guasto alla rete Telecom. Immaginate nel 2009 un hotel modernissimo senza la rete internet o di telefonare a quelle strutture semplicemente per prenotare un weekend o un periodo di vacanza più lungo. Immaginate di trovare i telefoni muti. Penserete: “Ma è chiuso?” Tutto questo purtroppo è realtà nella zona di Marina di Pisticci. Infatti nella notte tra venerdì e sabato scorso ignoti hanno tranciato ed asportato un cavo Telecom di circa 1.500 metri situato nella frazione “Borgo Casinello”, in agro di Pisticci, direzione mare, lasciando isolati alcuni complessi turistici, tra cui “Tiblu” e “Marina degli Argonauti”, nonché tutta la zona residenziale situata tra “Lido San Basilio” e “Lido 48”. “Dopo nostra segnalazione guasto al numero preposto di Telecom Italia “191” in data sabato 4 luglio alle ore 9 – ha detto al Quotidiano Aldo Tucci un dipendente Tiblu - ci troviamo ancora oggi a non aver ricevuto alcuna assistenza e informazione riguardo la risoluzione del problema. Questo sta causando forti disagi a noi e ai nostri ospiti nonché a tutti i residenti coinvolti”. Preoccupata anche la direttrice della stessa struttura Ida Liseno: "Ci troviamo nel disagio più totale – ha detto allarmata - in quanto non riusciamo a garantire la sicurezza e la salute dei nostri ospiti dato che, ancora oggi dopo 48 ore, non ci hanno neppure attivato un servizio sostitutivo che potesse almeno assicurare l'utilizzo dei servizi essenziali collegati alla linea telefonica. Lascio immaginare – ha concluso - tutta la mancata assistenza per i clienti in arrivo durante il week-end nonchè il mancato guadagno per eventuali richieste di prenotazione che in un modo o nell'altro non siamo riusciti a ricevere. In questi due giorni non abbiamo avuto la possibilità di poter usufruire nè del telefono nè del servizio fax e neppure del servizio pos per i pagamenti". Abbiamo interpellato anche il primo cittadino di Pisticci, Michele Leone, il quale ci ha fatto sapere di essere intervenuto tempestivamente presso la locale stazione dei carabinieri, nonché presso gli uffici Telecom Italia: “Mi avevano garantito un intervento per domenica scorsa, ma – ha detto il sindaco – i tecnici ancora non sono arrivati da noi per ripristinare il servizio”. Arrabbiatissimo a dir poco, anche Ambrosio Bovio, responsabile commerciale di “Argonauti resort”: “Una struttura turistica senza telefono a luglio è una iattura – ha esordito – il bancomat non funziona, per cui il punto prelievo è del tutto inutile. I clienti faticano a spendere impossibilitati sia nei pagamenti in contanti che nelle transazioni elettroniche, anche perché la carta di credito è il mezzo più usato. Il ristorante interno alla nostra struttura è fermo ai box, visto che i clienti non possono pagare non ci entrano. Danni economici notevoli e disagi per tutti – ha concluso – spero che si intervenga subito, così non si può andare avanti. Se non ci fossero i telefonini resteremmo tutti isolati dal mondo”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

lunedì 6 luglio 2009

PISTICCI - Lottizzazione, insorge il Pd



Il consigliere Mastronardi interviene sul rinnovo della convenzione alla Ctc. Sotto accusa le modalità con cui si è giunti all'approvazione dell'atto per Lido 48



PISTICCI
– “Sul rinnovo della convenzione Ctc ex Sicid, sindaco, dirigente ufficio tecnico e Ctc stessa hanno imbrogliato il Consiglio comunale di Pisticci”. La denuncia è del capogruppo consiliare del Pd, Giovanni Mastronardi e si riferisce al rinnovo della convenzione per la lottizzazione convenzionata a “Lido 48” tra il Comune la società Ctc. “Il Consiglio comunale del 30 gennaio 2009 – ha detto il leader dell’opposizione - resterà famoso nella storia di Pisticci per il tentativo fatto dal sindaco con l’accordo del dirigente dell’ufficio tecnico e della società Ctc ex Sicid di imbrogliare il consiglio comunale. In quella data, infatti, l’assise comunale approvava la deliberazione n. 6 avente ad oggetto: ”Approvazione schema lottizzazione convenzionata tra comune di Pisticci e Ctc S.r.l. Tre Emme S.r.l. Proroga lottizzazione Sicid”. Dai documenti messi a disposizione dei consiglieri comunali – ha tenuto ad evidenziare Mastronardi - fino alle ore 9 del giorno in cui si è tenuto il consiglio comunale, mancavano le tavole grafiche relative alla lottizzazione oggetto della discussione. Si poteva leggere di una proroga della convenzione ex Sicid scaduta alla fine del 2000 e mai rinnovata dall’Amministrazione comunale. Su questa base – ha ricordato - il gruppo del Pd ha contestato, in Consiglio comunale, che fosse possibile concedere una proroga di una convenzione scaduta da oltre otto anni mentre si doveva approvare una nuova convenzione per le aree non ancora edificate. Ma, della cosa più grave dovevamo venire ancora a conoscenza. Infatti una volta che abbiamo avuto la possibilità di consultare la parte grafica della convenzione ci siamo accorti che la Ctc oltre alle aree di sua proprietà aveva incluso, senza farne menzione, nella convenzione la particella 49 del foglio 54 di altro proprietario, specificatamente della società Edilimpresa dell’architetto Enrico D’Onofrio, e sulla quale la Ctc avrebbe dovuto realizzare residenze per “ Edilizia collettiva per 21.946 metri cubi”. La stessa cosa – ha continuato - è riscontrabile nella delibera n.6 del 30 gennaio 2009 nel prospetto di pag. 10 titolato “Interventi da realizzare” in cui viene riportato il comparto C1-4 facendolo passare come proprietà della Ctc con destinazione ad edilizia residenziale per una superficie di 6.500 mq sulla quale realizzare costruzioni per 21.946 metri cubi”. Fatto il breve excursus Mastronardi va all’attacco: “Chiediamo a chi di competenza: - ha incalzato - perché il sindaco si sia prestato ad imbrogliare il consiglio comunale facendogli approvare una convenzione dove le aree convenzionate della lottizzazione Ctc si scrivono essere (pag. 2 della delibera n.6 del 30 gennaio 2009) le particelle 10 e 14 del foglio di mappa 52 e le particelle 29 e 226 del foglio di mappa 54 mentre poi nel corso della delibera stessa e nelle tavole grafiche allegate alla lottizzazione vengono indicate anche aree non di proprietà Ctc ex Sicid, che solo uno studio attento e approfondito delle carte ci ha consentito di individuare come particella 49 del foglio di mappa n. 54 di proprietà dell’arch. Enrico D’Onofrio”. Ed ancora: “Come abbia potuto il dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, l’ingegner Rocco Di Leo, esprimere parere favorevole sulla proposta di deliberazione sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale, inducendolo in errore, quando la convenzione non corrispondeva alla parte grafica delle tavole allegate? Perché la Ctc ha voluto trarre in inganno il Consiglio comunale presentando nelle tavole grafiche allegate alla richiesta di proroga della lottizzazione come propri, terreni che sono di altri proprietari e non hanno mai richiesto di essere inclusi nella lottizzazione Ctc? Per quanto ci riguarda – ha concluso - possiamo immaginare due risposte: o il sindaco, la giunta e Di Leo sono degli incompetenti che non riescono neanche a leggere le carte, oppure sono tutti complici del raggiro posto in essere dalla Ctc”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

sabato 4 luglio 2009

POLICORO pensa alle Regionali



Partiti politici già in fibrillazione. Nel Pdl si fanno i nomi di Lopatriello e Castelluccio. L'Amministrazione comunale, intanto deve far i conti con l'Addc che chiede maggiore visibilità



POLICORO – Nella maggioranza di centrodestra che amministra il Comune di Policoro con il sindaco Nicola Lopatriello alla guida, ci starebbe bene un cartello con su scritto “Lavori in corso”. Già, perché il Pdl, che non ha ancora terminato la sua fase costitutiva, è già proiettato sullo scenario che vedrà il partito e la coalizione di centrodestra (di cui indubbiamente si farà carico) alle elezioni regionali del 2010. A Policoro tanti sono i nodi che si intrecciano tra le elezioni del prossimo anno e l’Amministrazione comunale. Vediamo di spiegare quali possono essere gli scenari. Senza ombra di dubbio, qualcuno, il Pdl policorese alla Regione dovrà pur candidarlo. Chi? I nomi sono due: il sindaco Lopatriello che libererebbe il posto di facente funzione al vice sindaco Rocco Leone e l’ex consigliere provinciale Paolo Castelluccio che cerca riscatto dopo la “trombata” alle provinciali. Da come evolveranno queste due situazioni si potrà sapere della tenuta o meno della maggioranza. Se il centrodestra locale saprà superare lo scoglio delle regionali vorrà dire che avrà trovato la quadra politica interna e potrà proiettarsi fino a fine legislatura, ossia al 2013. Lopatriello è disposto a candidarsi alle regionali? Pare proprio di sì, ci confidano i bene informati. Ma Castelluccio vorrà fare la stessa cosa. Al segretario provinciale del Pdl, il senatore Cosimo Latronico, il compito di mettere a posto tutti i tasselli. Lopatriello ancora ad oggi, non risulta tesserato con il Pdl anche se si professa chiaramente di centrodestra. Poi a Policoro ci sono le questioni contingenti, non meno importanti e sicuramente più spinose.
La maggioranza è composta da tredici componenti, sindaco incluso. Cinque consiglieri hanno formato il gruppo del Pdl: Domenico Bianco (capogruppo), Giuseppe Callà, Livia Lauria, Otello Marsano, e Rocco Colucci. Cinque consiglieri anche per il Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè: Antonello Ripoli, Luigi Spano, Pasquale Suriano, Antonio Galante e Giuseppe Ferrara. Un solo consigliere a testa per l’Udc: Cosimo Simone e Addc di Rosa Mastrosimone: Mario Vigorito. A proposito di Mastrosimone, risulta al Quotidiano che l’esponente regionale e leader del movimento, abbia chiesto giovedì scorso al sindaco l’apertura di un tavolo politico. Il suo è l’unico gruppo di maggioranza a non aver avuto visibilità in giunta.
Tra l’altro alle scorse provinciali il candidato di Addc è stato un altro Lopatriello. Onofrio, fratello del primo cittadino che ha ottenuto 233 consensi che non gli sono valsi l’elezione, ma che se dirottati sul Pdl avrebbero consentito l’elezione di Castelluccio che di voti ne ha presi 1270. Castelluccio e Lopatriello (stavolta Nicola) tornano un’altra volta in competizione per una candidatura alle regionali.
Da ambienti Pdl apprendiamo che c’è grande attesa per l’ingresso del gruppo della Santanchè guidato dal leader indiscusso, l’assessore ai Lavori Pubblici, in attesa della delega all’Urbanistica,
Cosimo Ierone. Movimento che alle scorse provinciali ha ottenuto nella città circa 1500 consensi uscendone alla grande. Ierone ed i suoi saranno presto convocati da Latronico. L’obiettivo è di trovare un progetto comune condiviso da tutti che passi da una eventuale verifica di giunta alla definizione del candidato alle regionali che esprimerà la città. Senza una quadra generale, non sono esclusi forti scossoni.


Pierantonio Lutrelli

(Da IL Quotidiano della Basilicata)

venerdì 3 luglio 2009

PD VERSO LE PRIMARIE/ Cordata di quarantenni per il Pd


Il consigliere Franco Labriola propone una lista "particolare" a sostegno di Bersani e Speranza. Obiettivo: "Un'idea di rinnovamento della classe dirigente"

"Oggi c'è la necessità di recuperare lo spirito positivo dell'appartenenza ad un partito, ripristinando regole di adesione"


POTENZA - Per la politica a quarant’anni si è giovani e pieni di energie ed al contempo maturi. Non logori. Il Partito democratico si è mostrato, specialmente in Basilicata, particolarmente attento verso le energie giovani, immaginando il partito in prospettiva ed ancorandolo nel futuro. Così accade che Piero Lacorazza a soli 32 anni si è messo già alle spalle il ruolo di segretario regionale del Pd per ricoprire quello di presidente della Provincia di Potenza. Indubbiamente il partito nato dalle esperienze dismesse di Ds e Margherita, è un partito contendibile. Per questo ci sono le primarie. Per la seconda volta dopo il 14 ottobre 2007 si terranno nell’ottobre prossimo a distanza di due anni esatti. Ds e Margherita pian piano stanno scomparendo nella mente di chi ha vissuto intensamente quei percorsi. Esiste il Pd. Un partito da fare per molti versi. Che, come intende Bersani, uno dei candidati alla segreteria nazionale, “deve partire dal basso, dalla gente”. Non dai dirigenti. Questa idea di partito ha colpito particolarmente un giovane appena quarantenne del materano, il policorese Franco Labriola che preannuncia al Quotidiano di voler presentare una “lista dei quarantenni” alle prossime primarie a sostegno di Pierluigi Bersani quale segretario nazionale e di Roberto Speranza quale segretario regionale “come proposta reale di rinnovamento della classe dirigente del Pd, sulla scia della stagione già maturata in Basilicata che due anni fa ha portato Piero Lacorazza alla segreteria regionale”.
“Oggi – ha spiegato Labriola – c’è la necessità di recuperare lo spirito positivo dell’appartenenza ad un partito, ripristinando regole di adesione allo stesso. La proposta Bersani punta ad un radicamento reale del Pd su tutto il territorio nazionale ed al rilancio di una proposta di governo di centrosinistra. Il “laboratorio” Basilicata – ha continuato l’esponente del Pd – ancora una volta è avanguardia, basti vedere le politiche di apertura al centro, non rinunciando alla presenza ed al contributo delle forze a sinistra del Pd. Questa è una proposta regionale per una conferma delle politiche di rinnovamento della classe politica regionale, con il sostegno e l’autorevolezza di importanti personalità del Pd lucano che hanno dimostrato dal ’95 in poi, lungimiranza e visione ampia per una buona politica e per il governo della regione. In linea con la filosofia di rinnovamento iniziata con il Pd, considero positiva – ha concluso - una eventuale proposta di candidatura alla segreteria regionale di un giovane promettente quale Roberto Speranza”.
Alla proposta di Labriola che vede nell’impegno e nell’attivismo il vero protagonismo dei giovani lucani, risultano già numerose le adesioni: in ogni comune c’è almeno un giovane pronto a raccogliere la sfida del cambiamento.



CHI E' FRANCO LABRIOLA


Segretario dei Ds in gioventù, ex assessore alla Provincia di Matera, oggi al Comune di Policoro


Francesco Labriola, conosciuto come “Franco” è nato a Policoro il 1 gennaio del 1969. E’ sposato ed è padre di un figlio. Attivista politico sin dal 1990 nell’allora Pds (Partito democratico della sinistra). A metà degli anni ’90 è stato collaboratore parlamentare dell’allora senatore dell’Ulivo, Valerio Mignone. Ha ricoperto numerosi incarichi nel partito di provenienza, tra cui quello di segretario di sezione dei Ds di Policoro, nonché membro della direzione provinciale e regionale dello stesso partito. Nell’ottobre 2007 è stato eletto con le Primarie nell’Assemblea costituente regionale del Partito democratico.
Diversi gli incarichi elettivi ed amministrativi. Dal 2001 al 2004 ha ricoperto l’incarico di assessore all’Agricoltura-Forestazione-Caccia e Pesca della Provincia di Matera, nella giunta del presidente Nino Carelli. Nel 2004 si è ricandidato nuovamente nei Ds alle Provinciali risultando il primo eletto in provincia di Matera. Elezione valsagli l’incarico assessorile nella giunta presieduta da Carmine Nigro per cinque anni consecutivi fino al giugno scorso, con le deleghe delicate all’Ambiente e Politiche energetiche. Dal 2008 ricopre l’incarico di consigliere comunale del Pd al Comune di Policoro. Incarico già ricoperto nel quinquennio 2001-2006. In entrambi i casi sempre all’opposizione del sindaco Nicola Lopatriello.


Pierantonio Lutrelli


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

NOVA SIRI - "Ho chiuso con la politica"


Lo sfogo dell'artista Gaetano Dimatteo, ex assessore alla Cultura del Comune. "Mi stanno cacciando via dalla Lucania. Continuerò la mia battaglia a difesa dell'ambiente"


NOVA SIRI – “Non capisco questo filo di fuoco nei miei confronti”. E’ il commento dell’ex assessore alla Cultura del Comune di Nova Siri, il pittore e scenografo, in procinto di esporre alla prossima “Biennale di Venezia”, Gaetano Dimatteo, in merito alla vicenda concernente la sostituzione del nome del cartellone estivo da parte dell’Amministrazione comunale, da “Bagarre” a “Siris…comincia”.
“Non è possibile che debba stare in casa per rispondere alle tante telefonate di cittadini che mi chiedono come mai è stato cancellato il nome “emblema” delle manifestazioni culturali e di spettacolo estive del comune di Nova Siri, esistente dal 1994”.

Un pittore e scenografo come lei adesso è stato avvicendato nell’assessorato da un capitano medico dell’esercito, il neo assessore alla Cultura Giuseppe D’Armento.

“Avevo sempre detto che non era mia intenzione ricandidarmi per vari motivi personali, ma anche di comportamento nei mie confronti. Lo so che la politica non può guardare alle gentilezze ed alle carinerie. Quindi continuavo ed ho continuato a dire di no. Ritengo che qualcosa è successo. Ho detto no, ma aspettavo che ci fosse da parte del sindaco un’ultimissima proposta di candidatura. Così non è stato ed ho accettato la cosa non senza amarezza. Personalmente non conosco il dottor D’Armento, so soltanto che si è congratulato con me per il mio operato, annunciando una visita nel mio studio insieme all’assessore Giuseppe Mitidieri, che non c’è mai stata. Avrei desiderato vedere gli assessorati lavorare anche con poco danaro al progetto di Bagarre a Nova Siri, ma tutto questo non è avvenuto. Ho visto invece cancellare il nome delle manifestazioni che tanto successo hanno avuto, come se si fosse voluto cancellare anche la mia immagine, professionalità, nonché il contributo che ho dato in tutti questi anni per Nova Siri. Capisco D’Armento e Mitidieri che si trovano davanti ad una situazione che non è attinente alla loro professionalità. E’ un peccato non aver avuto il minimo rispetto nei miei confronti, avrei potuto dar loro dei consigli utili. Comunque per me continuerà a chiamarsi “Bagarre” e sarò sempre seduto in prima fila e preannuncio una mia performance la sera dell’inaugurazione".

C’è rimasto molto male, è evidente. In che modo intende reagire?

"Con la politica ho chiuso definitivamente. Ma non ho chiuso invece con la mia battaglia personalissima in difesa e per la salvaguardia dell’ambiente".


Cosa intende fare a tal proposito?


"Intendo da subito guardare con molta attenzione quello che avviene sulla costa jonica lucana. Lo farò insieme a professionisti del settore che mi sappiano consigliare come affrontare e ridurre lo scempio imperante della cementificazione sulle spiagge".


Qualcuno l’accusa di voler fare sempre la prima donna anche ora che non fa più l’assessore come se volesse per forza tenere i riflettori accesi su di lei.



"Ieri notte ho dovuto chiamare un amico caro perché ho avuto la sensazione di sentire dei rumori sospetti in casa. Per fortuna non c’era nessuno. Purtroppo però, tutto ciò è il frutto di un fuoco di accerchiamento nei miei confronti. A partire dalla rete internet (blog e facebook) per finire alle maldicenze da marciapiede. Come se volessero cancellare anche la mia persona per ogni situazione ed ogni progettualità che c’è a Nova Siri. Mi arrovello il cervello perché vorrei capire tutto questo veleno che c’è sulla mia persona, che mi infanga, mi deturpa e che non è giustificato. Mi stanno cacciando via dalla Lucania".


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

giovedì 2 luglio 2009

CASO MARINAGRI / Le reazioni dell'associazione "Vittime di De Magistris"



Il presidente Michele Mastrosimone: "Per noi è Gigginiell 'u flop"


POLICORO – “Con l’epilogo che sta avendo l’inchiesta Toghe lucane, De Magistris conferma in pieno il soprannome affibbiatogli in Calabria: “Gigginiell ‘u flop”.”
E’ il commento di Michele Mastrosimone, presidente dell’associazione “Vittime di De Magistris”, nata dopo il sequestro giudiziario dell’ex pm di Catanzaro a Marinagri. Mastrosimone, trentadue anni, è un imprenditore di Policoro, titolare della “Montaggi Sud” una ditta dedita alla realizzazione delle opere di urbanizzazione all’interno del cantiere della cittadella turistico-portuale.
“E’ sicuramente una notizia positiva – ha detto riferendosi agli ultimi accadimenti e facendosi portavoce delle maestranze dell’intero cantiere- per tutte le imprese che hanno sempre avuto fiducia nella bontà e nella legittimità del progetto. E’ la conferma che di tutto quello che è stato detto non esiste più niente. E’ stato completamente smontato il capo accusatorio. Tutte le invenzioni di De Magistris per poter conquistare titoli di giornali e successo elettorale… In una cosa però si è confermato: nel fatto che le sue indagini si sono rilevate tutte dei flop.
Noi – ha proseguito Mastrosimone - abbiamo avuto quindici mesi di pazienza e di fiducia rispetto al progetto Marinagri, così come nella Giustizia italiana. Ora non ci resta che dover aspettare qualche altro giorno per poter finalmente riprendere a lavorare per lo sviluppo e per il futuro del territorio metapontino e lucano. Da Marinagri, ripartirà un indotto non indifferente che rappresenta per il nostro territorio, un toccasana importante. In questi mesi nonostante amarezza e sacrifici, non abbiamo mai perso la speranza che tutto si potesse risolvere positivamente”.
Mastrosimone parla infine dell’associazione di cui è presidente: “Resta attiva e mai come in questo momento è l’emblema del fatto che siamo rimasti vittime di uno show-man e non di un magistrato. Quando lo vedo nei salotti televisivi, penso che al momento in cui avrebbe dovuto assumersi le responsabilità del proprio operato, si è fatto eleggere al Parlamento europeo.
L’importante ora è che a Marinagri torneranno a lavorare presto quarantotto imprese ed oltre mille lavoratori tra dipendenti diretti ed indiretti. Per completare tutti i lavori – ha concluso - servono ancora un paio di anni e se non avessimo avuto lo stop di De Magistris a quest’ora avremmo quasi terminato i lavori di consegna di una “perla” del Mediterraneo, fruibile a tutti. La nostra perla”.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 1 luglio 2009

SCANZANO JONICO - Vandali al palazzo baronale

















Nel pomeriggio di lunedì hanno sfondato la porta d'ingresso e messo a soqquadro l'archivio. Scritte ingiuriose con lo spray blu. Nell'edificio avrebbe dovuto trasferirsi il Municipio



SCANZANO JONICO – Poche settimane ancora ed il Palazzo Baronale di Scanzano Jonico, ubicato in pieno centro, sarebbe dovuto diventare sede del Municipio. Ora questo trasloco non sarà più possibile in tempi brevi a causa di atti di vandalismo compiuti da ignoti nel pomeriggio di lunedì scorso. Si sono introdotti sfondando il portone principale di ingresso, ed una volta all’interno, hanno scritto cose inverosimili sui muri, anche senza senso, tipo “La babbuia è futallebba?” oppure frasi di “servizio” tipo “Il piano non l’abbiamo toccato” riferendosi al pianoforte a coda di colore nero all’interno del salone a pian terreno dove è ubicato un paraconservatorio. Ad accompagnarci nell’edificio è il vice sindaco Antonio Ceruzzo (Partito democratico) insieme all’assessore Giuseppe Stasi ed al consigliere comunale Fulvio Tataranno. Scritte ovunque di uno spray di colore blu. Estintori a terra, porte sfondate, vetri rotti, climatizzatori manomessi e divelti. Come se non bastasse l’archivio comunale nella stanza prospiciente la corte interna del Palazzo, pieno di documenti cartacei retrodatati, è stato “centrifugato”.
“Una furia vandalica e devastatrice da voltastomaco – ha commentato il vice sindaco Ceruzzo – purtroppo questo non è il primo caso in cui registriamo atti vandalici nel nostro Comune. Stanno distruggendo tutto: parco giochi in via Nenni, panchine nella villa comunale, targa in piazza dei Centomila, pali della pubblica illuminazione. Tutto questo da un anno a questa parte, ora – ha continuato – come se non bastasse se la sono presa nuovamente con questo edificio che per noi scanzanesi rappresenta l’emblema della storia di questa comunità”. Infatti come ha detto Ceruzzo, non è la prima volta che i vandali ignoti hanno preso di mira il Palazzo baronale provocando danni seri all’edificio. “Questo atto – ha preannunciato l’esponente di spicco dell’Amministrazione comunale – peserà enormemente sul bilancio già precario dell’ente. Erano iniziati – ha ricordato – i lavori per trasferire qui il Municipio (la cui sede attuale a sua volta avrebbe consentito di ospitarci la scuola elementare, ndr) ora questa “mazzata”. Siamo stanchi. Faccio un appello alle forze dell’ordine – ha concluso il vicesindaco di Scanzano - affinché vigilino sull’accaduto ed acciuffino questi malfattori. Agli inquirenti ora il compito di verificare se trattasi di semplici atti di vandalismo oppure di altro”. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato di Polizia di Scanzano ed i vigili urbani. Per oggi è atteso un sopralluogo della Polizia scientifica per i rilievi del caso.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 30 giugno 2009

PISTICCI - Pdl, una nomina contesa



Lazazzera e Leone si contendono il ruolo di coordinatore cittadino. Se il sindaco non avrà la carica pare sia intenzionato a lasciare il partito con il suo gruppo



PISTICCI – Il futuro e quindi la tenuta politica dell’Amministrazione comunale di Pisticci, ruota tutto intorno la decisione del segretario provinciale del Pdl, il senatore Cosimo Latronico, in merito la designazione del coordinatore cittadino del partito. A contendersi la carica sono Michele Leone e Domenico “Mimmo” Lazazzera, rispettivamente sindaco e vice sindaco di Pisticci. Il primo proviene da Forza Italia ed il secondo da Alleanza nazionale. Entrambi tengono molto a questa carica, postazione dalla quale si potrà gestire oltre che le consultazioni riguardanti un probabile rimpasto di giunta, anche la individuazione di un candidato pisticcese alle Regionali del 2010. Non è un mistero che a quest’esperienza ambisca Giovanni D’Onofrio, presidente del Consiglio comunale, nonché cognato di Lazazzera. Il timore infatti è rappresentato dal fatto che, se a coordinare il Pdl sarà Leone, questa candidatura sarà difficile o comunque dovrà passare attraverso una serie di compromessi ed equilibri, come si usa dire in questi casi, che Lazazzera non vuole accettare. Intanto questa postazione vacante si protrae ormai da molto tempo, il livello provinciale aveva deciso di non pronunciarsi in una direzione o nell’altra prima delle elezioni provinciali proprio per non “spaccare” il partito e non comprimere la potenzialità elettorale. Così, a giudicare l’esito elettorale non è stato. La litigiosità interna ed i fuochi incrociati hanno finito per prendere il sopravvento. Risultato: nel collegio Pisticci 1 il Pdl ha ottenuto con il candidato Giuseppe Ianuzziello (Ex coordinatore cittadino di An, del gruppo Lazazzera-D’Onofrio) 821 voti pari al 22 per cento a fronte del 28 per cento complessivo della coalizione. A Pisticci 2 (Marconia), è andata ancora peggio con il candidato Mariano Caravita (vicinissimo al sindaco Leone, ma eletto in consiglio comunale con L’Udc dell’allora leader D’Onofrio), con 593 voti pari al 12,97 per cento a fronte del 22 per cento della coalizione. Una cosa è certa: a Pisticci il Pdl godeva di buona salute, almeno sulla carta. Nei mesi scorsi tutti i componenti della maggioranza di centro destra che amministra il Comune sono stati alle prese con il riposizionamento all’interno del nuovo partito-contenitore di centro destra.
In parole povere, per tentare di conquistare la maggioranza nella maggioranza. I gruppi contrapposti sono due: quello vicino a Leone formato da Rosa Prezioso, Rosa Panetta, Ottavio Panetta, Giovanni Oliva, Mariano Caravita, Anna Gallo e Giovanni Giannone e quello che ruota intorno al vice sindaco Lazazzera la “minoranza nella maggioranza” formato da Giovanni D’Onofrio, Giuseppe Iannuzziello, Leonardo “Josefh” Scazzariello, Francesco Antonio Mazzei (eletto all’opposizione nella lista “Uniti per il Territorio” che vedeva candidato sindaco Dino Calciano) ex di An e Nicola Panetta eletto in Fi. Chi la spunterà? Qual è il metodo? “Se il sindaco proviene da Fi, il coordinatore dovrebbe essere nostro” dicono in ambienti ex di An. Ma non è una regola, soprattutto guardando quanto accaduto a Montalbano Jonico, dove il sindaco Leonardo Giordano, proveniente da An è stato nominato coordinatore del Pdl. Leone è irremovibile, se non avrà la carica, pare sia intenzionato a lasciare il partito con il suo gruppo. Ma non solo, toglierà la delega a Lazazzera, Sisto e Barbalinardo, (assessori non “suoi” del Pdl) e si alleerà con l’Udc in una nuova maggioranza.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Nelle foto da sinistra Lazazzera e Leone

domenica 28 giugno 2009

SPUNTI/ L'Udc di Policoro





Pronti a svoltare a sinistra?

sabato 27 giugno 2009

SPUNTI/ DI SANZA (PD): ATTUARE LA RIFORMA DELLE ASL


“Tra le diverse azioni di riforma che il Governo regionale ha messo in campo in questa legislatura quella relativa al riordino del sistema sanitario va seguita con attenzione in tutti i suoi passaggi attuativi. La legge regionale n. 12/08, con cui si è voluto riorganizzare il sistema sanitario regionale, rientra in una devoluzione di funzioni, servizi e compiti, storica per la nostra Regione. Un’azione riformatrice che, come avviene in tutte le operazioni ‘rivoluzionarie’, era e continua a rimanere a rischio se non ben attuata e se non persegue gli obiettivi e le finalità sociali che ne sono alla base”.

E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza, per il quale “aldilà dell’obiettivo meramente contabile e di contenimento della spesa sanitaria regionale, che pure caratterizza questa riforma, con la legge regionale n. 12/08 si è inteso individuare un nuovo equilibrio tra un innovato sistema di governo della sanità lucana, basata su aree omogenee e sui distretti della salute, senza squilibri territoriali, ed i diritti ed i servizi essenziali da garantire ai cittadini in ogni Comune della Basilicata. Ma un nuovo modello organizzativo ha senso se da un lato riesce a contenere i costi, a razionalizzare i servizi, ad aumentarne e migliorarne la qualità, a semplificare i processi decisionali, e dall’altro riesce a riscrivere un patto con il territorio, le ‘periferie’ e le comunità lucane, garantendo risposte ‘vicine’ ed ‘immediate’ ai tanti bisogni della collettività. Rispetto a questo tema, i dubbi espressi dal collega Marcello Pittella, proprio su questo argomento sono le mie perplessità, che non devono essere sottovalutate da chi ha la competenza attuativa di quanto previsto dalla legge riformatrice”.

“Il principio di sussidiarietà verticale – conclude Di Sanza – insieme con il principio dell’autonomia sanitaria ‘distrettuale’ dovranno essere i due pilastri su cui far ruotare l’intero sistema socio-sanitario regionale. In alternativa, vi è il rischio di un accentramento regionalistico in contrasto con la normativa regionale, che non riuscirebbe a soddisfare il disagio della periferia. Periferia che, tra l’altro, rappresenta la stragrande maggioranza dei Comuni della nostra Regione”.

www.basilicatanet.it

SPUNTI/ Raffaele Palmieri



Simpatico, allegro e gioviale. Di lui traspare una grande napoletanità. Persona intelligente e preparata. Odontoiatra di professione. Raffaele Palmieri, coltiva una grande passione per la politica. Potenziale ancora inespresso. Di lui si parla per grandi ruoli di partito. Dopo la lettera a Veltroni...che, se lo avesse ascoltato...il dottor Palmieri che aveva ragione su tutta la linea, torna prepotentemente di attualità.

venerdì 26 giugno 2009

PISTICCI - Il Pdl diviso paga pegno


L'esito delle Provinciali ha marcato le differenze interne evidenziando la debolezza. Il sindaco Leone potrebbe lasciare il partito scaricando Lazazzera per allearsi con l'Udc


PISTICCI – Otto più tre fa undici. Lo sa bene il sindaco di Pisticci Michele Leone che non ha bisogno di utilizzare i suoi studi ingegneristici per sapere che da questo calcolo può tirar fuori un’altra maggioranza. E senza Pdl. Infatti, dopo la tregua forzata dovuta alle elezioni Provinciali ed europee, a Pisticci sono ricominciati gli scontri e le lotte intestine all’interno della maggioranza di centrodestra che amministra la città. Pisticci, che era considerata a priori una roccaforte del centrodestra, si è rivelata nell’esito elettorale, un colabrodo. Nel collegio Pisticci 1 il Pdl ha ottenuto con il candidato Giuseppe Ianuzziello 821 voti pari al 22 per cento a fronte del 28 per cento complessivo della coalizione. A Pisticci 2 (Marconia), è andata ancora peggio con il candidato del Pdl, Mariano Caravita, con 593 voti pari al 12,97 per cento a fronte del 22 per cento della coalizione. Di chi le colpe? Di certo, non ha giovato che all’interno del costituendo Pdl vi siano due gruppi contrapposti. Il primo, più nutrito per la verità, che fa capo al primo cittadino, Michele Leone, formato da otto unità del consiglio comunale, Michele Leone, appunto, Rosa Prezioso, Rosa Panetta, Ottavio Panetta, Giovanni Oliva, Mariano Caravita, Anna Gallo e Giovanni Giannone ed il secondo che fa capo al vicesindaco Domenico Lazazzera e suo cognato Giovanni D’Onofrio presidente del Consiglio comunale, composto da cinque consiglieri Giuseppe Ianuzziello, Leonardo “Josefh” Scazzariello, Francesco Antonio Mazzei, Giovanni D’Onofrio stesso e Nicola Panetta. Cinque scranni ristorati dagli assessori, Domenico Lazazzera (vicesindaco), Lino Barbalinardo e Michele Sisto, nonché dal fatto che D’Onofrio occupa il seggio più alto di presidente dell’assise municipale. Ma non è neanche questo il problema per il sindaco. Le nuove divergenze in questo momento sono basate su questioni più politiche che amministrative. Infatti il nuovo casus belli è la nomina del coordinatore cittadino del Pdl, che a Pisticci non c’è. Infatti si era preferito, vista la situazione attendere dopo le elezioni, quando sarebbe arrivata la resa dei conti. I due gruppi non hanno eletto alcun consigliere comunale e si sono misurati esprimendo un candidato a testa (sia Ianuzziello che Caravita sono consiglieri comunali). Ora chi sarà il coordinatore del Pdl? Leone o chi per lui, o Lazazzera o chi per lui? Nel secondo caso, il sindaco potrebbe chiudere con il Pdl e chiamare a raccolta l’Udc che nel frattempo è passato da due consiglieri, Renato Rago e Salvatore Romano, a tre con l’ingresso di Paolo Giannasio ex Udeur candidato con il Campanile (nel centrodestra) alle scorse provinciali con un buon risultato 134 voti a Pisticci 1 e 356 a Pisticci 2.
Con loro tre Leone andrebbe dritto dritto ad undici (otto più tre). In pratica il sindaco non accetterà mai di cedere la cabina di regia del Pdl alla minoranza della sua maggioranza, se ciò dovesse accadere, potrebbe lasciare il partito e collocarsi fuori per allearsi con l’Udc. In questo caso, sarebbe un bel problema per Giovanni D’Onofrio che l’anno prossimo vorrebbe candidarsi alle regionali.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

TURSI - Guida torna sindaco di Tursi


Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto la richiesta di sospensiva. Stavolta il legale del primo cittadino ha impugnato l'atto di scioglimento del Consiglio


TURSI - La storia infinita del Comune di Tursi è all'ennesimo capitolo. E’ stata accolta la sospensiva dal Tar Basilicata. L'amministrazione Guida vince il ricorso e torna in carica. Ora resta da capire se tra i componenti del Consiglio comunale pieno di subentrati non eletti, vi sono oltre al sindaco, otto componenti coraggiosi disposti a reggere l’urto contro un’opinione pubblica incredula rispetto a quanto accaduto. Ma il diritto si sa, è il diritto. Così è potuto accadere che il sindaco defenestrato Antonio Guida abbia potuto nuovamente far ricorso al primo grado della giustizia amministrativa in virtù del fatto che l’ordinanza del Consiglio di Stato n. 1241 del 10 marzo scorso, si basava sul ricorso contro la sospensione dell’assise municipale. Stavolta il tutto inizia daccapo perché ad essere impugnato è lo scioglimento del Consiglio (avvenuto con Decreto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dell’8 aprile 2009 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 maggio scorso), che, si badi bene, è un altro atto amministrativo.
A far ricorso, con il sindaco Antonio Guida, al Tar di Basilicata contro il Presidente della Repubblica Napolitano ed il Ministero degli Interni (atto datato 25 maggio scorso a firma dell’avvocato Donatello Genovese di Potenza), Filippo Palermo, Tommaso Tauro, Angelo Viviano, Pasquale Russo, Vincenzo De Paola e Natale Vallone, e non più tutta la ex maggioranza. Infatti tre ex assessori e due ex consiglieri, Francesco De Simone (candidato anch’egli alla Provincia nella lista di Franco Stella), Pietro Santamaria, Francesco Marra, Domenico Lapolla e Luigi D’Alessandro avevano, non firmando il ricorso, preferito la politica piuttosto che le aule del Tar. Ora resta da capire quando Guida si insedierà al posto del commissario prefettizio Emilia Capolongo. Dopodichè solo in consiglio comunale si potrà vedere se il l’Amministrazione reggerà. Intanto facendo un calcolo dello zoccolo duro di Guida tra i suoi consiglieri pare che non arrivi a superare le 7-8 unità. Così se non arriveranno stampelle da parte della minoranza (subentrati a loro volta alla minoranza eletta), questa nuova esperienza finirà prima ancora di nascere. E senza nove irriducibili, stavolta non c’è Tar e Consiglio di Stato che tenga. La vicenda è comunque così controversa che stenta a sembrare vera. Infatti se si pensa che nove dimissionari ne lasciarono in Consiglio soltanto otto, che si trovarono in nove grazie all’escamotage “Santagata”, si rischia di non capirci più niente. Il Consiglio di Stato nel suo ultimo provvedimento aveva detto che "ritenuto che l'appello appare assistito da censure di sufficiente consistenza, le dimissioni del 5/6 marzo 2008 - che appaiono suscettive di semplice regolarizzazione - denotando, sul piano sostanziale, il ricorrere dei presupposti di cui all'articolo 141 del D.lgs n. 267/2000 " e che “sussistono, altresì, dubbi significativi in merito alla validità della surroga del consigliere Santagata" (primo surrogato nel consiglio del 15 marzo 2008, ndr). In sostanza il Consiglio di Stato aveva valutato la volontà dei dimissionari che era quella dello scioglimento del consiglio, ai sensi dell’art. 141 del Dlgs 267/200 e non di dimissioni personali ai sensi dell’art. 38 dello stesso Dlgs.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 24 giugno 2009

POLICORO - Il Pd cerca di ricucire lo strappo






Incontro con la segretaria provinciale Anna Ferrara dopo le dimissioni interne. Maldigerito l'appoggio, risultato vincente, di Antonio Di Sanza al cugino Serafino



POLICORO – Continua la fase turbolenta all’interno della sezione del Partito democratico di Policoro iniziata all’indomani delle elezioni provinciali con le dimissioni del segretario e capogruppo consiliare, Piero Manolio e Gianluca Marrese, a causa della non esaltante performance elettorale del candidato alle provinciali Nicola Montesano che non è stato riconfermato consigliere. Per il momento, però, seppur dimissionari, entrambi restano al loro posto. Manolio si è dimesso per senso di responsabilità a seguito di una sconfitta del partito che con molto garbo aveva definito “sfilacciato”. Marrese invece se l’era presa con il consigliere regionale Antonio Di Sanza, accusandolo di aver fatto votare suo cugino Serafino Di Sanza, consigliere provinciale eletto nella “Lista Stella” che, piaccia o non piaccia, a Policoro ha avuto maggiore appeal del Pd. Entrambi comunque avevano chiesto ed auspicato chiarezza. Così domenica scorsa se ne è cominciato a discutere in un faccia a faccia a trecentosessanta gradi, alla presenza della segretaria provinciale del partito, Anna Ferrara. Quest’ultima ha fatto presente come il Pd, nato da Ds e Margherita non sia riuscito nemmeno a raccogliere il cinquanta per cento dei consensi che nel 2004 erano stati ben 2850. Allora i Ds elessero con 2000 voti il loro candidato, Franco Labriola, che ha ricoperto per tutta la legislatura appena terminata il ruolo di assessore alla Provincia. I secondi candidarono Rocco Di Leo e, seppur senza eleggerlo, ottennero 850 consensi. Montesano ne ha presi 1120. Un’emorragia elettorale che non è stata tamponata nemmeno dopo le elezioni comunali del 2008, quando il candidato sindaco Antonio Di Sanza, non fece mistero di non essere soddisfatto del consenso che gli ex diessini entrati nel Pd avevano ottenuto. L’ex assessore provinciale Franco Labriola ed il capogruppo dimissionario Marrese (entrambi ex Ds), che sono stati tra i principali sostenitori della candidatura di Montesano hanno rigettato questa accusa, e, nel caso di Labriola, con toni veementi nei confronti della segretaria. Così è accaduto che l’incontro non è stato altro che l’ennesima occasione per Antonio Di Sanza per evidenziare la sua linea vincente alle scorse provinciali. Infatti l’unico ad essere stato eletto nel collegio Policoro 1, è stato proprio suo cugino Serafino Di Sanza. Elezione che pesa come un macigno nel “Pd con l’etichetta” e che il consigliere regionale non ha fatto mistero di aver sostenuto. Tra l’altro ribadendo come, il voto più politico, quello delle europee sia andato senza dubbio al Pd. Ma nel caso di Serafino Di Sanza, ricordiamo che nel 2006 fu tra i primi a Policoro a parlare di Partito democratico, e lo fece pochi mesi dopo la sua elezione a sindaco nel centrosinistra da indipendente, non stando né con gli allora Ds e né con la Margherita. Poi la caduta prematura della sua amministrazione sotto la scure dei Ds lo aveva allontanato dal Pd, nonostante ne avesse sostenuto pure l’associazione costitutiva. Ora sta di fatto che se ne riparlerà tra una settimana, (dopo le nomine della giunta provinciale?) ma la sensazione è, che sia Manolio che Marrese resteranno con una rinnovata fiducia unanime ai loro posti.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 23 giugno 2009

SCANZANO JONICO - Villaggi, speranza appesa al filo


Domani si dovrebbe conoscere il destino gestionale di Portogreco e Torre del Faro. In attesa 318 stagionali e 25 fissi. Non si può escludere il ritorno di Soglia



SCANZANO JONICO – E’ un peccato vederli chiusi. Piange il cuore. Soldi pubblici “arenati”. Almeno per il momento. Così le strutture turistico-ricettive di Scanzano Jonico, il villaggio “Torre del Faro” e l’Hotel Portogreco a pochi giorni dal bimestre vacanziero per antonomasia, luglio-agosto, sono ancora inattive. Sembrano abbandonate. Non era certo questa la filosofia che aveva ispirato la delibera del Cipe numero 81 del 3 maggio 2001 con la quale veniva finanziato il “Polo turistico integrato della Cit Holding” nell’ambito di un Accordo di programma che vedeva come partner istituzionali il Comune di Scanzano Jonico e la Regione Basilicata. Da allora tante cose sono cambiate, dai fasti e le illusioni della Cit (fallita con strascichi giudiziari) alla speranza ultima del Gruppo Soglia, affievolitasi dopo poco tempo, anche se ancora, nonostante tutto, potrebbe rappresentare la soluzione tampone “per non morire”. Attualmente la proprietà dei villaggi è di “Sistema vacanze” (del gruppo Unicredit banca), gruppo che aveva stretto nei mesi scorsi con il tour operator Orovacanze un accordo per la gestione delle strutture ex Cit Holding sparse su tutto il territorio nazionale della durata di dodici mesi. Purtroppo lo scorso 15 giugno questa trattativa è venuta meno, per cui al fine di tutelare la parte socialmente ed economicamente più debole, ossia i lavoratori, lo scorso 16 giugno presso il ministero del Welfare è stata decretata la Cassa integrazione per duecentosettanta unità lavorative con contratto di assunzione a tempo determinato. Se per questi si è potuto far ricorso agli ammortizzatori sociali, purtroppo nulla si è potuto fare per i tanti stagionali che riponevano o ripongono le loro aspettative nel lavoro estivo. Così com’è stato negli ultimi anni da quando la Cit ha messo la prima pietra. Giovedì scorso intanto è saltato un tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo economico.
Così “Sistema vacanze” si è riservato di scegliere entro una settimana un altro gestore quantomeno per i prossimi mesi estivi. A questo punto non si può nemmeno escludere il ritorno di Soglia. Comunque entro domani al massimo si conoscerà il destino di questi lavoratori e quindi il nome del gestore. Va detto che “Sistema vacanze” non può chiudere i battenti altrimenti potrebbe prendersi una megamulta dal governo.
Nelle sole strutture di Scanzano sono venticinque i lavoratori a tempo indeterminato mentre trecentodiciotto i lavoratori stagionali.


Pierantonio Lutrelli

(da Il Quotidiano della Basilcata)

domenica 21 giugno 2009

POLICORO - Trattate come vere regine





















Grande curiosità per l'appassionata opera del Cras di Policoro al "Turtle day". E' stata liberata davanti ai bambini ospiti del centro l'ennesima tartaruga marina spiaggiata


POLICORO – Il giorno della tartaruga ("Turtle day") è diventato una festa per i bambini che hanno assistito alla liberazione in mare di uno di questi splendidi esemplari. Fanno tenerezza queste Caretta Caretta curate con amore e dedizione nel Cras (Centro Recupero Animali Selvatici, unica struttura riconosciuta che offre assistenza agli animali in difficoltà, tra cui le tartarughe marine provenienti dall’arco jonico compreso tra Taranto e Corigliano Calabro) centro specializzato dell’Oasi Wwf di Policoro. Così vacanza, mare ed ecosistema formano un mix affascinante e dal grande valore educativo. Ce ne accorgiamo subito dal grande fermento che i piccoli ospiti creano prima della liberazione. Facciamo un giro tra le vasche ne vediamo diverse. Stanno bene. Sono trattate come “regine”. Curate da uomini sensibili che le hanno salvate dalla morte a cui andavano incontro a causa dell’incuria di altri uomini. Sono gli impatti con le attività umane, infatti, le peggiori minacce da cui le tartarughe devono guardarsi ogni giorno, a cominciare dalla pesca accidentale. Si stima che ogni anno più di 20mila esemplari marini vengano accidentalmente catturati negli attrezzi da pesca utilizzati in Italia, e forse più del 30% di esse muore. Le fortunate finiscono “spiaggiate” e poi, per fortuna, curate. Quando i veterinari lo decideranno verranno tutte liberate nel loro habitat naturale. Il Mar Mediterraneo ad assolvere alla loro funzione di divoratrici di meduse. Nel frattempo ci pensa Antonio Colucci, il responsabile dell’Oasi Wwf di Policoro, di concerto con i veterinari della Asm di Matera. Il rettile liberato ieri è stato soccorso alcuni mesi fa nel litorale antistante la città di Taranto; dopo i controlli di routine (effettuati presso la Clinica Veterinaria dell’Università di Bari) l’animale è stato ricoverato nella struttura jonica.
Il Turale day rientrava nell’ambito del “Progetto Tartarughe” del Wwf . La giornata policorese è iniziata presso il Museo Naturalistico Provinciale dove sono state illustrate le peculiarità del “Progetto Tartarughe”. Tra i relatori, il responsabile dell’Oasi Wwf di Policoro, Antonio Colucci, rappresentanti della Capitaneria di Porto ed i veterinari della Asm di Matera, Leonardo Persiani e Nicola Larocca. Tra il pubblico ragazzi provenienti da tutta Italia che, in questi giorni, stanno partecipando al Campo Avventura organizzato all’interno dell’Oasi e incentrato sulla sostenibilità del turismo. A conclusione sono stati consegnati alcuni attestati di benemerenza a quanti, tra le Istituzioni, hanno partecipato attivamente alla salvaguardia delle testuggini di mare.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

PISTICCI - Uso irregolare di area demaniale


Il sindaco di Pisticci, Michele Leone, condannato per i posteggi al mare. Mastronardi (Pd): "Giustizia fatta". Leone parla di disguido burocratico e proporrà appello



PISTICCI – Torna d’attualità il caso parcheggi al lido di Pisticci che l’anno scorso erano a pagamento al costo di un euro. Quest’anno però saranno gratuiti. Niente più “tassa sul mare”, dunque, come l’aveva definita il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale Giovanni Mastronardi. Il caso torna a far parlare a causa di un risvolto giudiziario della vicenda dopo la denuncia dell’opposizione al sindaco Michele Leone ed al responsabile della ditta che gestiva il servizio “Centro servizi natura srl” Michele Ferrara, sfociata, lo scorso 31 ottobre, nella condanna di entrambi a pagare un’ammenda di 570 euro “perché agendo in concorso ed in concerto tra loro, occupavano abusivamente in Lido San Basilio e Lido 48, area demaniale marittima, adibendola a parcheggio a pagamento, senza essere in possesso di concessione demaniale marittima della Regione Basilicata”.
“La notizia la apprendiamo solo in questi giorni – ha commentato il leader dell’opposizione Giovanni Mastronardi - e ne diamo comunicazione all’intera popolazione.
Si dimostra ancora una volta che il sindaco e la sua maggioranza hanno voluto calpestare l’interesse dell’intera comunità pisticcese, favorendo – ha stigmatizzato - gli interessi di amici e compagni di merenda. E’ proprio vero che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Senza il rispetto delle regole e della legalità non si va da nessuna parte. Ed ora sarebbe il caso che il sindaco Leone chiedesse scusa a tutti i cittadini di Pisticci e restituisse gli oltre 50.000 euro sottratti dalle loro tasche durante l’estate 2008. Bisognava pagare un euro – ha concluso - per parcheggiare sulle nostre spiagge (San Basilio, Lido 48 e Spiaggetta) senza avere in cambio alcun servizio. I cittadini ricorderanno anche le manifestazioni a Marconia e Pisticci organizzate dal gruppo consiliare e dai circoli del Partito Democratico contro quella tassa ingiusta e contro l’affidamento della gestione ad “imprese amiche” con appalti irregolari”. Secca la replica del sindaco Michele Leone: “Ho pagato l’anno scorso i diritti di concessione alla Regione – ha spiegato al Quotidiano - che per sua inadempienza non mi ha rilasciato il relativo atto. Inoltre su quella stessa area (dei parcheggi, ndr) teniamo una concessione settennale dal 2002. Comunque ho deciso per tali ragioni di appellarmi proponendo ricorso”. Poi chiediamo al primo cittadino come saranno regolamentati i parcheggi quest’anno. “Saranno gratuiti – ha preannunciato - anche se è obbligo dei villeggianti rispettare le segnaletiche di sosta consentite. Tornando alle accuse rivoltemi lo scorso anno – ha spiegato Leone - posso dire che il parcheggio al costo di un euro serviva per la regolamentazione del traffico balneare e dei parcheggi. Non è da trascurare poi il servizio di custodia dei veicoli. Infatti mi risulta che nessuna autovettura sia stata né rubata, né danneggiata. Inoltre – ha concluso - è stata assicurata la pulizia dei servizi igienici nonché la custodia e la salvaguardia delle strutture comunali esistenti sia a San Basilio che a Lido 48”.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)


Nella foto i parcheggiatori al Lido San Basilio durante la scorsa estate

sabato 20 giugno 2009

METAPONTINO - La costa è in preda alle zanzare


I ritardi nella disinfestazione stanno danneggiando la stagione turistica. Solo ieri la Regione è corsa ai ripari stanziando i 50mila euro richiesti dalla Provincia


METAPONTINO – Quest’anno a causa della mancata disinfestazione il problema zanzare è molto sentito nella fascia jonica metapontina. A farne le spese oltre ai residenti alle prese con questo fastidioso problema, anche gli operatori turistici a causa dell’abbandono anticipato delle strutture da parte dei vacanzieri. D’altro canto che vacanza può essere con un “assedio” di queste dimensioni. A lanciare l’allarme in nome e per conto dei tanti imprenditori turistici preoccupati dell’incedere di tale fenomeno, Giovanni Matarazzo e Franco Garofalo, rispettivamente presidenti del “Consorzio turistico metapontino” e della “Associazione lucania turismo doc”. I due rappresentanti di settore hanno spedito diversi telegrammi indirizzati all’assessore regionale all’Ambiente, Vincenzo Santochirico, al presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, al Prefetto di Matera, Giovanni Francesco Monteleone ed a tutti i sindaci del comprensorio metapontino di Nova Siri, Rotondella, Policoro, Scanzano Jonico, Pisticci ed al commissario prefettizio di Bernalda. “Grave problema – scrivono Matarazzo e Garofalo – presenza massiccia di zanzare su tutto il territorio metapontino causa mancata disinfestazione […]”. La disinfestazione da alcuni anni a questa parte viene effettuata dalla Provincia di Matera (una volta erano i singoli comuni) che presenta un apposito piano alla Regione Basilicata per ottenerne il finanziamento. Nel 2009 a differenza degli altri anni quando si interveniva anche ad aprile, ancora non si è intervenuto, eppure siamo ormai a fine giugno. La tecnica usata dopo uno studio rivelatosi vincente, commissionato anni addietro dalla Provincia di Matera, è quella della lotta larvicida. In pratica si attua una profilassi basata sull'eliminazione dei focolai di proliferazione, nel rispetto degli ecosistemi naturali. La lotta “adulticida” su larga scala, oltre a non trovare giustificazioni scientifiche, tecniche ed economiche, si rivela di grande impatto ambientale e sanitario in quanto richiederebbe il rilascio di quantitativi ingenti di principi attivi tossici. Le zanzare possono essere di due tipi la “culex” che non è nociva per l’uomo, mentre la “tigre” può rappresentare un veicolo di trasmissione virale non secondario. Tornando alla mancata disinfestazione, pare che la Regione non abbia ancora finanziato il Piano per un importo richiesto di cinquantamila euro, di qui il ritardo da parte della Provincia. Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Sanza che ha presentato un’interrogazione all’Assessore regionale competente “affinché verifichi le responsabilità dei ritardi rispetto alle procedure di disinfestazione di quel territorio, e, se del caso, avvii immediatamente ogni azione utile a rimediare al problema esposto. Sono certo – ha concluso - che l’assessore regionale e l’intera giunta sapranno risolvere celermente il fenomeno e sollecitare gli organi preposti ad agire in fretta al fine di salvaguardare la stagione estiva e l’intero sistema turistico regionale”. In relazione alle preoccupazioni espresse dagli operatori turistici del Metapontino, il Dipartimento Ambiente della Regione ha comunicato nel pomeriggio di ieri di avere già approvato il provvedimento con il quale impegna la somma di 50.000 euro in favore dell’Amministrazione provinciale, per gli interventi di disinfezione, disinfestazione e derattizzazione della costa jonica. L’assessore Vincenzo Santochirico, inoltre, ha contattato il presidente della Provincia di Matera, Franco Stella, il quale ha assicurato la massima tempestività per l’esecuzione degli interventi che sono stati già individuati e programmati.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 19 giugno 2009

SPUNTI/ E adesso ci provo io


di Michele Corazza



E' indubbio che la campagna elettorale amministrativa, in particolar modo quella ricondotta al rinnovo del consiglio provinciale, ha fornito un nuovo elemento: la riaffermazione chiara ed inequivocabile che il centro-sinistra (purtroppo ci vuole il trattino) se aggrega o è aggregato ad altre forze riesce a vincere.

Se fosse solo ricondotto a ciò si potrebbe dire che, ad esempio al comune di matera alle ultime elezioni, indipendentemente da chi fosse a guidare la coalizione, nn si fosse praticata l'anomala pratica del voto disgiunto e se idv e r.c. avessero aderito sin dall'inizio alla coalizione di centrosinistra, certamente nn ci sarebbe stato alcun buccico o acito che avrebbe contrastato la vittoria al primo turno.

Il centrdestra, ridottasi solo nella PDL, arranca e dimostra tuttora la propria inadeguatezza amministrativa, nn attrae l'elettorato moderato........nn produce alcun appeal nella pubblica opinione, anzi e soprattutto non costruisce una coalizione degna di questo nome.

Ma il tema di fondo resta comunque la governabilità: il centro-sinistra new edition (quello costruito in laboratorio) nn ha il fiato lungo e soprattutto vince ma nn convince; nn convince soprattutto i suoi protagonisti che in queste ore immaginano di suggerire al neo presidente stella, rose di nomi che siano propedeutici a quell'equilibrio per raggiungere la scadenza elettorale del 2010. Sarebbe eccessivamente severo nei confronti di Franco Stella dirgli: " caro franco, se nn ci fossi stato tu, il centro-sinistra avrebbe perso, quindi guida e scegli i tuoi collaboratori in piena e totale autonomia, nell'unico interesse della collettività provinciale.

Un presidente di provenienza esterna rispetto alla politica dei partiti, puo' fare questo? io ritengo di si. Stella non ha certo bisogno di ipotizzare per i prossimi 5 anni una carriera politica; ha invece l'opportunità di essere ricordato come un presidente che voglia e possa esser ricordato come il costruttore di un nuovo cliches di uomo di azienda prestato alla politica.

Spero tanto sia così.

Lo spero perchè in questo modo i partiti possano definitivamente perdere la loro sindrome da invasività nel tessuto socio economico e possano ritornare ad essere la cassa di risonanza delle istanze legittime dei cittadini.

Ma torniamo all'analisi.
E' indubbio che il Pd in provincia di matera ha confermato le sue deludenti previsioni della vigilia. Il Pd (ds+mgt) ha registrato un risultato simile a quello di uno dei due partiti che lo hanno partorito.
Questo nn è un fatto positivo, soprattutto perchè necessiterebbe al centro-sinistra (speriamo centrosinistra) una forza che sia leader davvero e abbia autorevolmente la dimensione del partito leader.

In poche parole bisogna ripensare al 1995.

Mi rasserena, in questa prospettiva l'ipotesi che alcuni uomini di quegli anni, abbiano deciso di riprendere in mano la situazione, per riannodare quelle relazioni che sino al qualche mese fa, per colpa di errori di gioventu' o per eccessiva rilassatezza di alcuni autorevoli uomini di istituzioni, si stava per perder tutto, lasciando, com'è successo a matera, alla coalizione avversa il vantaggio di questo importante polo istituzionale.

Da ciò deriva, senza alcun riferimento denigratorio (me ne guarderei bene) che se la scelta del candidato presidente fosse stata ricondotta a uomini o donne di partito (qualunque) il rischio della sconfitta era prevedibile.

Quindi un bravo a chi, questa volta, rispetto alla precedente (comune di matera) ha scelto bene, e un augurio a Stella che può vincere una importante scommessa con la storia della Provincia di Matera, riuscendo finalmente a ricondurre alla nostra provincia quelle deleghe tuttora in mano regionale, attraverso una'azione forte ed incisiva che certamente nn dovrà avere colore politico.

Al centro destra cosa dire: dovranno dismettere gli abiti del "tutto chiacchiere e distintivo" e intraprendere umilmente un raccordo condiviso con le politiche e con la propria coalizione.....quel che resta.

giovedì 18 giugno 2009

PROVINCIA DI MATERA: DA NIGRO A STELLA IL TESTIMONE









Il NEO PRESIDENTE: “SUBITO AL LAVORO PER SVILUPPO E OCCUPAZIONE”.


Alcune firme sugli atti previsti dal protocollo e poi il passaggio delle chiavi del Palazzo di via Ridola dalle mani di Carmine Nigro in quelle di Franco Stella. Sono stati i momenti più significativi della breve ma partecipata ed affollata manifestazione che ha segnato il passaggio di testimone all’Amministrazione provinciale di Matera tra Carmine Nigro, che ha guidato l’ente negli ultimi cinque anni, e Franco Stella che, alla testa di una coalizione di centrosinistra, si è imposto al primo turno con oltre il 52 per cento dei suffragi al candidato del centrodestra, Giuseppe Labriola nella consultazione elettorale del 6 e 7 giugno.
“Lascio – ha detto Nigro al momento del commiato – una Provincia in perfetta salute dal punto di vista dell’efficienza amministrativa e della tenuta dei conti al punto che con il bilancio varato a fine maggio l’ente sarà in grado di mettere in campo investimenti per circa 50 milioni. Ma soprattutto – ha sottolineato – affido a Franco Stella una struttura completamente rigenerata, senza incrostazioni che ne possano rallentare i percorsi operativi, ricca di competenze e professionalità di alto livello qualitativo”.
Da Stella, che nel giorno del suo insediamento ha avuto il conforto degli esponenti politici dei partiti che lo hanno sostenuto oltre che di un folto gruppo di estimatori, è venuto l’impegno a riprendere senza soluzione di continuità il percorso tracciato dalla precedente amministrazione di cui ho apprezzato la qualità di molti interventi che sono valsi ad assegnare al territorio provinciale una palese voglia di riscatto soprattutto per rompere quell’isolamento fisico con il quale, suo malgrado, si trova costretta a convivere.
“Efficienza, efficacia, perseveranza, economicità nell’azione politica ed amministrativa, ma soprattutto rigore e rispetto in ogni nostra attività: è quel che mi sento di dire in questa circostanza prima di confrontarmi a partire già dalle prossime ore con i problemi che in maniera più pressante interessano le nostre comunità”. Il presidente Stella tra le azioni da mettere in campo in tempi brevissimi ne ha individuate in particolare due. “Le nostre emergenze in assoluto riguardano l’impoverimento del tessuto economico e produttivo e la conseguente emorragia di posti di lavoro e questi dovranno essere immediatamente i punti di riferimento della nostra azione politica”. Alla domanda sul varo della nuova Giunta, il neo presidente ha rimarcato la scelta di percorsi rapidi: “Mi consulterò immediatamente con i partiti della coalizione, credo di risolvere la questione nel rispetto delle attese di tutti”. Altro interrogativo: assessori interni o esterni? “Nessuna idea preconcetta, Sono pronto ad accettare ogni contributo. L’importante è poter disporre di amministratori che che si impegnino per la Provincia a tempo pieno”.

SCANZANO JONICO - In cerca di un posto in Giunta



Sinistra e Libertà vuole un assessorato nell'amministrazione Iacobellis. Il consigliere Maurizio Filardi: "Posssiamocontribuire alle scelte di governo"


SCANZANO JONICO – Sinistra e libertà vuole un assessorato nell’Amministrazione comunale di Scanzano Jonico guidata dal sindaco Salvatore Iacobellis. E’ quanto traspare dalle dichiarazioni del consigliere comunale Maurizio Filardi che alle scorse elezioni provinciali ha sostenuto il partito a sinistra del Pd il cui candidato era suo fratello Pietro Filardi che ha ottenuto 140 voti. “Le recenti elezioni amministrative provinciali, che hanno confermato il centro-sinistra quale coalizione di governo – ha detto al Quotidiano l’esponente della maggioranza consiliare - hanno evidenziato che la sinistra ha ricoperto un ruolo di fondamentale importanza tanto per l’esito del risultato, quanto per aver dato all’intera coalizione un’impronta progressista e di rinnovamento. Anche il risultato del collegio di Scanzano, ottenuto grazie all’impegno del nostro candidato Pietro Filardi, è di tutto rispetto ed è in sintonia con il risultato provinciale”. Chiara ed inequivocabile la richiesta del posto di giunta: “Per queste ragioni riteniamo che Sinistra e Libertà – ha continuato Maurizio Filardi - possa contribuire alle scelte di governo tanto a Scanzano, quanto nelle altre amministrazioni locali governate dal centro-sinistra, avendo insieme alle altre forze la responsabilità di rendersi protagonista delle politiche di sviluppo, di sostenibilità e di difesa e valorizzazione del territorio. Crediamo che sia arrivato il momento di far vivere ed operare una nuova forza della sinistra in Italia ed in Basilicata che smentisca definitivamente che la sinistra possa solo stare all’opposizione senza fornire soluzioni di governo a livello nazionale e negli enti locali.
La tornata elettorale ha definitivamente confermato, inoltre – ha tenuto a sottolineare Filardi - che l’ipotesi di autosufficienza del Partito Democratico era velleitaria ed imprudente ed è ormai obsoleta.
La nascita di una nuova forza politica della sinistra di governo è un elemento fondativo di un nuovo centro-sinistra che sappia rappresentare le istanze frequenti ed importanti provenienti da molteplici settori della società lucana, dal mondo dell’impresa al mondo del lavoro.
Il risultato elettorale della lista Sinistra per la Basilicata, nonostante questo nuovo soggetto politico sia nato da poco tempo, è un risultato omogeneo su tutto il comprensorio metapontino che ci invita a proseguire con un’azione di radicamento sul territorio, costituendo circoli e sezioni.
Sinistra e Libertà è la nostra prospettiva politica, così come lo è il centro-sinistra.
Alla luce di queste considerazioni – ha concluso - aderisco al progetto politico di Sinistra e Libertà con la consapevolezza di voler partecipare attivamente alla nascita di una nuova sinistra che sia in grado di coniugare contemporaneamente la difesa dei diritti e del territorio con la responsabilità di governare i processi di cambiamento e di sviluppo sociali ed economici, raccogliendo le sfide che ci pone l’agire quotidiano nella nostra epoca”. Un bel problema per il sindaco Iacobellis che alla luce dei nuovi rapporti di forza all’interno della maggioranza dovrà necessariamente mettere mano alla composizione della squadra che dovrà governare la città negli ultimi due anni di legislatura. La composizione attuale della giunta vede tre postazioni al Pd: il sindaco, il vice sindaco Antonio Ceruzzo e un assessore, Giuseppe Stasi. Due assessori dei Popolari Uniti: Gino Boccarelli e Sante Pantano. Uno a Partito Socialista: Angelo Lunati ed infine un indipendente Giovanni Andreulli.



Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 17 giugno 2009

SCANZANO JONICO - Piazza nuova, via gli alberi


Scoppia la polemica per l'abbattimento di otto piante trentennali


SCANZANO JONICO – In questi giorni sono in corso i lavori di ristrutturazione e riqualificazione di piazza Aldo Moro a Scanzano Jonico, luogo centrale della città. Dopo oltre un trentennio l’attuale Amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Iacobellis ha deciso che è giunto il momento di un restyling totale del luogo. Ad avversare questa scelta il segretario cittadino del Partito della Rifondazione comunista, Nicola Suriano che attacca duramente l’Amministrazione comunale:
“Con l’inizio dei lavori per la ristrutturazione della piazza Aldo Moro - ha detto al Quotidiano l’esponente della sinistra radicale - il primo atto compiuto è stata la decapitazione di otto alberi con oltre trenta anni di vita, compiendo un grave atto di “scempio ambientale”. Il taglio degli alberi senza una pesante motivazione – ha continuato Suriano - colloca gli amministratori tra coloro i quali non hanno sensibilità verso l’ambiente e verso gli uomini e si mettono, nei fatti, fuori dal contesto civile e umano. Vi sono luoghi, in Italia e nel mondo, dove il civile e l’umano prevale tale da far compiere ogni sforzo possibile per salvare anche un solo albero”. Ed ancora: “Questa Amministrazione di Scanzano Jonico continua a dimostrare, anche con questa azione compiuta, che si muove in continuità con quella precedente (amministrata dal centrodestra guidato da Mario Altieri, ndr). Facciamo appello a tutte le autorità competenti – ha concluso il segretario del Prc - in particolare a quelli preposti alla salvaguardia dell’ambiente, affinché intervengano per far ripristinare lo stato originario dei luoghi e anche per infliggere eventuali dovuti provvedimenti sanzionatori”. A difendere l’operato dell’Amministrazione comunale l’assessore ai Lavori Pubblici, Sante Pantano (Popolari Uniti): “Mi dispiace che Suriano faccia queste affermazioni. Il nuovo progetto prevede la messa a dimora di piante che andranno a comporre un ottimo arredo urbano senza causare danni alle fogne ed alle abitazioni prospicienti l’area in questione”. Il primo cittadino, Salvatore Iacobellis (Partito democratico) ha spiegato che “le radici degli alberi tagliati hanno creato grave danno all’igiene pubblica a causa di un intasamento sfociato nel conseguente male odore” e che pertanto si è reso necessario non solo fare la piazza nuova ma anche sostituire tutta la tubatura fognaria in gravissime condizioni di tenuta. Siamo certi che lo scontro proseguirà inevitabilmente tra i banchi del consiglio comunale.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)

martedì 16 giugno 2009

POLITICA LUCANA, IL CASO UDC - Mancusi guarda al Pd, Ruggiero "ama" il Pdl



Nel partito lucano di Casini ci sono due visioni diverse del futuro



Se l’Udc di Potenza strizza l’occhio al centrosinistra, non può dirsi la stessa cosa per il partito a Matera. Attenzione però, per Udc intendiamo solo il partito che fa riferimento a Cesa e Casini, il cui acronimo sta per “Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro”, non per l’Unione di centro che comprende Udc, Rosa bianca, movimento di Tabacci, Popolari di De Mita e Liberal ed in Basilicata anche il Centro popolare che fa riferimento al presidente del Consiglio regionale, Prospero De Franchi ed al consigliere regionale Nino Carelli.
Fino a questo momento la linea nazionale del partito ha concesso la massima autonomia territoriale negli apparentamenti con questo o quello schieramento. Alle scorse elezioni europee e provinciali sia in Italia che in Basilicata e quindi anche a Matera che a Potenza si è poi scelta la linea dell’equidistanza dai due schieramenti incardinati l’uno sul Pd e l’altro sul Pdl. Scelta terzopolista che non ha pagato affatto se si considera che sia Franco Stella che Piero Lacorazza hanno vinto al primo turno senza doversi avvalere del ballottaggio in cui legittimamente sperava chi ha corso sotto il simbolo dello Scudo crociato. Ma presto le cose per il centro organizzato potrebbero cambiare. Anzi, cambieranno. Infatti nel prossimo mese di ottobre l’Unione di centro andrà a congresso nazionale per decidere le proprie sorti. Dai lavori dovrebbe nascere un nuovo soggetto politico il cui obiettivo sarà quello di creare attenzione sia sul versante del centro destra (Pisanu?) che del centrosinistra (Rutelli?). A livello regionale potrebbe accadere la stessa cosa. Non si sa se si chiamerà Partito della Nazione o meno, nome che a molti non piace, ma pare certo ormai l’abbandono della solitaria linea terzopolista che per chi ha nel dna la cultura di governo è una mortificazione continua. Così si deciderà se, e definitivamente stare con il Pd o con il Pdl, per semplificare il concetto e rendere meglio l’idea. Se il segretario regionale Agatino Mancusi non avrà problemi a stare nel centrosinistra, vista la decisione di appoggiare al ballottaggio del comune di Potenza il candidato del centrosinistra Vito Santarsiero (seppur con la mediazione interna di andare senza apparentamento) la stessa cosa non può dirsi per il segretario provinciale Vincenzo Ruggiero, candidato presidente con l’Unione di Centro (otto candidati su ventiquattro erano del Centro popolare di Carelli e sedici dell’Udc) alle scorse provinciali ed ottenendo 7025 consensi valsi una percentuale del 6,6 per cento, superiore sia alla media nazionale che a quella del potentino. Infatti Ruggiero, che è anche capogruppo alla Regione dell’Udc proprio con Mancusi, entrambi erano stati eletti all’opposizione, ha fatto l’intera campagna elettorale esponendo contenuti politici di opposizione al governo regionale. Poi c’è da considerare anche il posizionamento ideologico personale e le amministrazioni comunali da lui sostenute: tutto guarda indiscutibilmente verso il Pdl. Basti vedere che nei comuni del “Basso Sinni” il “regno” di Ruggiero: San Giorgio lucano, Nova Siri, Rotondella e Valsinni dove si è appena votato per le Amministrative, il massimo esponente del partito di Casini nel materano ha sostenuto con i suoi candidati liste in antitesi al Pd. Tra l’altro tutte vincenti, eccezion fatta per Rotondella. Ora non resta che attendere ottobre. Cosa succederà se Casini in odor di premierato a seguito di un accordo con D’Alema, virasse a sinistra? A quel punto Mancusi potrebbe collegarsi senza remore al centrosinistra, mentre Ruggiero avrebbe maggiori difficoltà, anche perché a quel punto i livelli locali potrebbero non seguirlo. Un bel problema.


Pierantonio Lutrelli

(Da Il Quotidiano della Basilicata)



Nelle foto da sinistra Agatino Mancusi e a destra Vincenzo Ruggiero

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